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“Il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”. Lo afferma la Bce nel bollettino mensile spiegando che se necessario, interverrà con prontezza attraverso un ulteriore allentamento della politica monetaria.
Per l’Eurotower, tuttavia, l’insieme delle misure approvate lo scorso 5 giugno contribuirà a riportare i tassi di inflazione in prossimità del 2%. I tassi di interesse di riferimento della Bce si attesteranno sui livelli correnti per un prolungato periodo di tempo. Le aspettative di inflazione a medio-lungo termine per l’area dell’euro restano saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2%.
A preoccupare gli economisti di Francoforte è il lento avanzare della ripresa. Nel primo trimestre dell’anno il Pil in termini reali dell’Area dell’Euro è aumentato dello 0,2% sul periodo precedente. Tale evoluzione conferma la graduale ripresa in atto, pur essendo in certa misura più debole delle attese. I risultati delle ultime indagini congiunturali indicano una crescita moderata anche nel secondo trimestre. La valutazione di una ripresa moderata trova riscontro anche nelle proiezioni macroeconomiche per l’Area dell’Euro formulate in giugno dagli esperti dell’Eurosistema, che prevedono una crescita annua del Pil in termini reali dell’1% nel 2014, dell’1,7 nel 2015 e dell’1,8 nel 2016. Rispetto alle proiezioni macroeconomiche degli esperti della Bce di marzo, l’espansione del Pil in termini reali è stata rivista al ribasso per il 2014 e al rialzo per il 2015. Per l’inflazione, la stima è tagliata per tutti e tre gli anni, allo 0,7% per il 2014, all’1,1% per il 2015 e all’1,4% per il 2016.
