Edilizia: in 6 anni crollo del 30%

Crollo del settore edilizio a causa della crisi: tra il primo trimestre del 2008 e il secondo del 2014 l’attività nelle costruzioni ha cumulato una perdita prossima al 30%, contribuendo per 1,5 punti percentuali al calo del Pil. Lo rileva Bankitalia, nel documento lasciato in occasione dell’audizione alla Camera sul decreto legge sblocca Italia.

Dopo una prolungata fase espansiva che era iniziata alla fine degli anni novanta, il settore ha mostrato un’inversione di tendenza alla fine del 2006, che si è intensificata con l’avvio della crisi globale. A pesare, spiega palazzo Koch, è stata la debolezza del reddito disponibile, il peggioramento delle condizioni di finanziamento (sia per l’acquisto sia per la costruzione dell’abitazione) e il rallentamento dei flussi migratori, che hanno attenuato le pressioni demografiche sullo stock abitativo esistente.

Secondo le valutazioni degli operatori le prospettive, a breve termine, si confermano assai incerte, mentre segnali più favorevoli emergono nell’orizzonte di medio periodo. Rilanciare l’attività del settore immobiliare, sottolinea Bankitalia, riveste un’elevata importanza ai fini del miglioramento delle condizioni cicliche dell’intera economia italiana, considerando l’elevata e immediata capacità di attivazione di produzione nazionale. L’impulso anticiclico, osserva palazzo Koch, può tradursi in un’espansione duratura solo se effettuato in coerenza con le prevedibili linee di evoluzione della domanda: l’attenzione all’efficienza energetica delle strutture, alle loro condizioni di sicurezza e di decoro, i limiti all’ulteriore consumo di suolo, già elevato nel confronto internazionale.