L’Ocse promuove le riforme dell’Italia

L’Ocse promuove le riforme del governo, Jobs Act in primis, ma avverte: vanno attuate in pieno per rilanciare crescita e occupazione. E il segretario generale Angel Gurria conferma l’apertura di credito a Roma annunciando, a sorpresa, il rialzo delle stime sul pil (+0,6% nel 2015 da 0,4% e +1,3% nel 2016).

L’Economic Survey 2015 non poteva essere più roseo per l’Italia, seppur tra moniti e note dolenti di vecchia data. “Renzi ha avviato riforme senza precedenti ma ora è necessario un forte coraggio politico per portarle avanti, -sottolinea Gurrìa, durante la conferenza stampa congiunta al Tesoro con il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, del Lavoro Giuliano Poletti e delle Riforme Maria Elena Boschi-. Il paese ha un approccio sorprendente: l’Italia è tornata”.

“Attuazione, attuazione, attuazione, -va reiterando l’economista spagnolo-, per affrontare il primo dei problemi del paese: produttività, produttività, produttività. Se pienamente attuate, le riforme potrebbero aumentare il pil del 6% in 10 anni e “reare 340mila posti di lavoro in cinque anni”.

“Un beneficio enorme, gigantesco -commenta Padoan, che aggiunge- il governo compie un anno e il rapporto Ocse ci dice che la direzione è quella giusta, con risultati crescenti nel tempo. E non dimentichiamoci che il nostro Paese ha flirtato con il rischio grandissimo della deflazione”.

Ma l’enfasi maggiore è posta dall’Ocse sul Jobs Act. “Dare la massima priorità alle riforme del mercato del lavoro per rafforzare la produttività e aumentare i posti -recita il rapporto- attuando pienamente il contratto unico a tutela crescente, modificando la composizione della spesa nelle politiche attive, limitando i programmi di formazione a chi ne ha bisogno, assistendo chi cerca lavoro, incoraggiando la partecipazione delle donne con orari più flessibili e maggiori servizi a infanzia e anziani. Va attuato pienamente il sistema unico d’indennità di disoccupazione; incoraggiate le parti sociali a raggiungere accordi salariali a livello aziendale con i rappresentanti di una maggioranza dei loro dipendenti”.

Per l’Organizzazione parigina, il tasso di disoccupazione in Italia scenderà dal 12,3% quest’anno e all’11,8% nel 2016 (12,4% nel 2014). “Se pienamente attuato il Jobs Act, sarà il motore di un cambiamento. Con più flessibilità, infatti, ci saranno più incentivi a creare posti lavoro”. E il ministro Poletti rivendica la rapida attuazione della delega. “Dal primo marzo le aziende potranno assumere con le nuove regole. E sono orgoglioso di questo Governo che in 40 giorni ha prodotto due decreti attuativi”, sottolinea.