Credito: le imprese artigiane soffrono

L’analisi periodica dell’Ufficio Studi Confartigianato sulle condizioni del credito alle imprese evidenziano che a novembre 2014 i prestiti alle piccole imprese in calo del 2,5%; primi segnali positivi nel Manifatturiero.

Il credito alle imprese è vitale per supportare la crescita degli investimenti (da -2,6% del 2014 a +1,0% nel 2015) ma permangono critiche le condizioni sul mercato del credito all’artigianato –analisi resa possibile grazie alla collaborazione con Artigiancassa– che a settembre 2014 registra prestiti per 47.904 milioni di euro, con un calo del 4,0% nell’ultimo anno; il calo tendenziale persiste da quasi due anni e a settembre 2014 si interrompe la decelerazione osservata da inizio 2014.

La flessione è diffusa in tutte le regioni tranne che in Campania (0,6%); le flessioni meno accentuate in Abruzzo (-2,1%) e Toscana (-2,2%). In 6 regioni su 20 si registra un miglioramento del trend, con una flessione del credito meno accentuata rispetto a quella di giugno 2014. In poco meno di un terzo (35) delle province si registra un calo tendenziale dei prestiti all’artigianato, ma con un miglioramento del trend. A fronte di un peso medio del credito all’artigianato sull’ammontare dei prestiti al totale imprese del 5,3%, in 10 province tale peso è uguale o superiore al 10%.

A dicembre 2014 in Italia le imprese pagano un tasso di interesse sui nuovi finanziamenti del 2,56%, di 40 punti base superiore a quello medio dell’Eurozona a 19 (2,16%). In un anno il tasso in Italia scende di 89 punti base ed è il calo più intenso tra i maggiori paesi Uem: lo spread Italia-Germania scende a 71 punti base, riducendosi di 55 punti in un anno (era 126 a dicembre 2013).