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Inventato da un team di fisici italiani l’algoritmo che consente di prevedere la crescita. E tutto dipende dall’export complesso. Ovvero “conviene scommettere sulle nazioni che hanno saputo diversificare il loro paniere con prodotti sofisticati o high tech, ma ancora non hanno incassato i proventi generati” spiega Luciano Pietronero dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr, a capo del team di ricercatori.
Sono dunque fisici e non economisti i ricercatori italiani che hanno messo a punto questo nuovo metodo che potrebbe consentire di prevedere la crescita del Prodotto interno lordo (Pil) di ogni nazione del mondo.
Secondo le previsioni della ricerca, uscita sulla prestigiosa rivista Plos One, Cina e India continueranno a crescere raggiungendo i 26 miliardi di dollari nel 2022, Senegal, Kenya, Madagascar, Uganda e Tanzania stanno uscendo dalla paralisi economica, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo ci potrebbero finire presto.
“I paesi che continueranno a crescere per almeno un altro decennio sono quelli che hanno accumulato un bonus di competitività sul mercato globale che ancora non si è tradotto in un proporzionale aumento di Pil” evidenzia Pietronero che ha condotto lo studio ‘Previsioni in economia: la dinamica eterogenea di economic complexity’ con l’Università di Roma La Sapienza. “Il metodo -spiega- mostra come alcuni paesi, che secondo visioni economiche più tradizionali si ritiene siano finiti nella paralisi economica, potrebbero invece esserne già fuori e vantare un’economia in crescita. Secondo le nostre previsioni, Cina e India continueranno a crescere stabilmente per almeno altri 10 anni, raggiungendo un Pil totale di 26 trilioni di dollari nel 2022”.
Il metodo definito ‘selective predictability scheme’, in controtendenza rispetto alle previsioni economiche standard, si basa sul confronto tra il valore monetario di una nazione -Pil pro capite- e la capacità del suo sistema produttivo di innovare e diversificarsi a partire dalle esportazioni globali (Fitness).
