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Il credito resta difficile e caro per le PMI italiane e la crisi ha moltiplicato le difficoltà che emergono anche dal confronto internazionale. A certificarlo è l’Ocse in uno studio sul finanziamento delle PMI nell’area industrializzata, diffuso a Washington in occasione delle riunioni primaverili dell’Fmi e della Banca Mondiale.
L’Italia è uno dei sei Paesi in cui lo stock di prestiti alle PMI nel 2013 resta sotto i livelli del 2007. In realtà mentre il credito alle PMI ha continuato a crescere nei primi anni della crisi, dal 2011 -con la seconda recessione- ha iniziato una discesa che dal -1,1% del 2011 si è accentuata al -3,6% del 2013, contrariamente a quanto è avvenuto nella maggior parte degli altri Paesi Ocse.
Inoltre nella Penisola il calo del credito alle PMI è stato più accentuato rispetto alle grandi industrie. Infatti, la quota di finanziamento bancario -a livello di stock- è rimasta per altro stabile tra il 18-19% nel 2007-13 del credito totale, che è però uno dei livelli più bassi dell’Ocse.
