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Continua il lento miglioramento dei conti bancari, anche se permane la contrazione dei prestiti, che riguarda soprattutto le imprese, e la ‘fuga’ dalle obbligazioni. E’ il quadro che emerge dall’analisi condotta a marzo da Bankitalia sui bilanci bancari, che mostra un tasso di crescita delle sofferenze risultato pari al 14,9% rispetto allo stesso mese del 2014: un dato che rappresenta un leggero calo rispetto al 15,3 per cento di febbraio.
Quanto ai prestiti al settore privato la contrazione su base annua è stata dell’1,5% (contro il -2% a febbraio). Ma si conferma la dinamica differente fra i prestiti alle famiglie, calati dello 0,3% sui dodici mesi (-0,4 nel mese precedente), e quelli alle imprese diminuiti, sempre su base annua, del 2,2% (-3% a febbraio).
Sul fronte depositi Bankitalia ha rilevato a marzo un tasso di crescita di quelli del settore privato pari al 3,3% (4,3% a febbraio) mentre la raccolta obbligazionaria, includendo le obbligazioni detenute dal sistema bancario, è diminuita del 17,5%su base annua (-19,2%o nel mese precedente).
Quanto ai tassi d’interesse sui mutui concessi alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 2,95% (3,01 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,48% (8,64% a febbraio). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,65% (0,66% nel mese precedente).
Dati, questi ultimi, che hanno provocato la dura reazione dell’Unione Nazionale Consumatori, che parla di valori “inaccettabili ed incompatibili con il QE”. In particolare, l’Unc definisce “inaccettabili i dati sui tassi di interesse, che, nonostante siano in diminuzione, dimostrano come le banche, a fronte di tassi di riferimento ai minimi storici, hanno pensato bene di compensare, innalzando gli spread”.
