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Le scorte rientrano nell’ambito degli approvvigionamenti e vengono definite come prodotti in attesa di consumo, dove nel concetto di prodotti rientrano le merci, le materie prime, i materiali di consumo, i prodotti finiti, gli imballaggi, gli scarti. E’ chiaro perciò come queste voci partecipino in ogni momento all’attività dell’impresa e come la gestione delle scorte presenti stretti legami con le altre funzioni.
Gestire una scorta significa adattarla costantemente a rispondere alle domande dei clienti, degli utilizzatori degli articoli stoccati: in condizioni economiche una scorta ben gestita deve soddisfare queste esigenze. A seconda del tipo di consumo gli articoli in scorta si classificano in diverse categorie: articoli di consumo corrente -relativamente regolare e continuo anche se stagionale-; articoli di sicurezza -destinati a far fronte ad incidenti di carattere aleatorio e la cui presenza nella scorta è giustificata dalla necessità di assicurare al meglio la continuità nella produzione/vendita-; articoli in transito -approvvigionati in vista di lavori ben determinati e non rinnovabili, tali articoli devono restare in magazzino per un periodo estremamente limitato (in generale, si tratta di articoli destinati a creare nuovi investimenti)-; articoli declassati -tecnicamente obsoleti o passati di moda-; scarti di demolizione o di fabbricazione; scorte strategiche -costituite per sopportare le conseguenze di una rottura di stock legato ad eventi politici (embargo, sciopero di lunga durata) sia per regolare il corso dei prodotti acquistati, sia per proteggersi dalle impennate dei prezzi connesse ad avvenimenti politici, finanziari ed economici-.
E’ subito evidente che gli articoli declassati e gli scarti devono essere eliminati il più presto possibile e questa è l’unica gestione corretta che si possa attuare per tali articoli.
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