Per crescere serve alleggerire il mattone

Presentato a Roma l’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2015 realizzato da Fimaa in collaborazione con Nomisma. Crescono le intenzioni di acquisto ma i dati reali restano piatti. Il presidente Santino Taverna: “I risultati dei prossimi mesi confermeranno la tendenza positiva del mercato”.

Una fotografia dell’andamento delle locazioni e delle compravendite degli immobili nelle principali località turistiche per l’estate 2015 con le variazioni, Regione per Regione, dei canoni d’affitto e dei prezzi medi di vendita rispetto al 2014; la classifica delle prime 15 località turistiche di mare e di montagna con i prezzi medi di compravendita più elevati; le problematiche del settore e le proposte per il rilancio del turismo immobiliare. Questi, in sintesi, i temi che sono stati toccati nel corso della presentazione dell’Osservatorio Nazionale Immobiliare Turistico 2015 sul mercato delle case per vacanza realizzato da Fimaa-Confcommercio, in collaborazione con la Società di studi economici Nomisma.

Dopo anni di crisi si rilevano le prime note positive di un mercato trainato soprattutto dalle località marine (+4,6%). Il presidente di Fimaa, Santino Taverna, commentando i dati dell’Osservatorio, ha sottolineato che “non si può certo parlare di ripresa conclamata, ma un certo ottimismo inizia ad emergere. La cautela rimane doverosa per evitare l’ennesima illusione dei tanti operatori immobiliari e creditizi che tuttora stanno pagando gli effetti di una crisi pesantissima del comparto. Saranno i risultati dei prossimi mesi -ha aggiunto Taverna- a confermare o meno l’attuale tendenza positiva del mercato. Ma al di là dei dati dobbiamo purtroppo evidenziare i 750mila posti di lavoro persi nella filiera e tanti operatori privati della speranza di ritrovare occupazione”.

Il problema rimane sempre quello della eccessiva tassazione: “Anche se il clima di fiducia delle famiglie sembra migliorare, rimane una elevata pressione fiscale sugli immobili (Tasi, Imu, Registro e bollo, Irpef, Cedolare) che frena e ritarda la vera svolta positiva del settore. Le difficoltà di accesso al credito dei giovani e degli stranieri (nonostante l’allentamento della morsa del credit crunch) costituiscono ancora una pesante zavorra per la vera ripresa del mercato. Per alimentare nuovamente l’economia rimane indispensabile -ha concluso il presidente Fimaa- diminuire la pressione fiscale e ridurre gli sprechi della spesa pubblica improduttiva. Ben venga l’abolizione della tassa sulla prima casa (un’imposta che grava sull’80% delle famiglie italiane) ed il riordino in un’unica Local tax come annunciato dal premier Renzi. Un passaggio che potrebbe ridare fiducia all’investimento immobiliare e riportare linfa vitale ad un comparto capace di produrre il 20% del PIL nazionale. Purché non si tratti dei soliti annunci finalizzati al consenso, a cui siamo stati abituati nel passato. La cosiddetta politica del taglio da una parte ed aumento di tre volte tanto dall’altra per recuperare risorse essenziali alla vorace macchina pubblica, non è più tollerabile”.