Persiste la selezione delle imprese artigiane che si attesta a -1,4%

L’analisi degli opendata rilasciati da Movimprese sulla demografia di impresa evidenzia che alla fine del 2015 le imprese artigiane registrate sono 1.361.014 con una dinamica demografica nell’anno data da 87.929 iscritte, pari ad un tasso di iscrizione del 6,4% e 106.867 cessate non d’ufficio, pari ad un tasso di cessazione del 7,7%; la nati-mortalità di impresa determina un saldo negativo di 18.938 unità, equivalente ad un tasso di variazione -dato dal rapporto tra la differenza tra iscritte e cessate non d’ufficio nell’anno e le registrate alla fine del 2014– del -1,4%, confermando il trend dell’anno precedente.

Come noto l’artigianato si concentra nel manifatturiero e nelle costruzioni, settori nei quali la ripresa mostra disomogeneità e ritardi: nei primi undici mesi del 2015 l’indice della produzione manifatturiera con la composizione settoriale dell’occupazione in micro e piccole imprese con meno di 20 addetti scende dell’1,1% rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente e nelle costruzioni il calo è del 2,0%.

Tali andamenti congiunturali influenzano le aspettative future e la propensione a ‘fare impresa’ nei settori in maggiore ritardo, come conferma la demografia delle imprese artigiane per comparto: che nel 2015, infatti, la diminuzione dell’1,4% delle imprese artigiane è determinata prevalentemente dalla dinamica negativa delle imprese del Manifatturiero (-1,7%) e di quella delle Costruzioni (-2,3%), mentre nei Servizi si osserva una sostanziale tenuta (-0,1%).