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Ragusa FestiWall edizione 2015 è un festival annuale che prevede la realizzazione di opere d’avanguardia urbana, occasione per workshop, conferenze e musica: un evento importante che permette di portare l’arte nel tessuto urbano di Ragusa superiore collocandola tra i punti di riferimento per la street art in Sicilia.
Questa ‘chiamata alle arti’ vuole presentare, attraverso il lavoro di cinque accreditati writers, la street art come strumento di promozione culturale capace di contrastare la quotidiana e impercettibile assuefazione al ‘brutto’ delle nostre città e l’abitudine agli innumerevoli non-luoghi che ci circondano. Nel mese di settembre i cinque artisti scelti hanno realizzato le loro opere sulle facciate cieche di cinque diversi edifici. Collateralmente, la città è stata vissuta tramite laboratori e workshop con gli artisti presenti, talks e momenti di condivisione di esperienze sorelle di FestiWall, eventi musicali ed happening in diverse aree della città.
I Cinque Muri scelti per la prima edizione del festival erano concentrati nella zona sud di Ragusa e dislocati tra le zone strategiche della città: ingressi, punti di approdo, arterie principali e zone depresse del tessuto urbano che hanno ospitato i contributi dei vari artisti di volta in volta invitati.
Sponsor fondamentale del Festiwall è stato Leggio Colors, supportato nella sua attività dal partner Caparol. Ecco, nelle parole di Gianni Leggio, titolare dell’attività, le ragioni che lo hanno spinto a sostenere il FestiWall: “La nuova area di Ragusa, ad esclusione del centro della città, ha subito negli ultimi decenni una terribile e illogica crescita di edifici antiestetici e quartieri dormitorio. Dopo il boom economico di fine anni ’60, dovuto alla scoperta di qualche piccolo pozzo petrolifero, Ragusa ha visto la nascita di edifici e strutture che hanno eliminato l’originale aspetto rurale avviando un processo di urbanizzazione che ha messo in ombra le bellezze storiche originali. A me è piaciuta la ragione fondamentale per cui il festival è nato: il profondo desiderio di riappropriazione e riqualificazione di un’entità territoriale per mezzo della cultura e dell’arte e, al tempo stesso, un momento analitico del tessuto urbano per definire nuove aree sensibili della città. Le zone di Ragusa riqualificate dagli street artists sono state restituite alla collettività e consentono ora un rapporto migliore tra le persone e il tessuto urbano. Di questo sono felice e voglio ringraziare tutta la mia struttura e Caparol per il supporto fornito, sia in termini umani che tecnici”.
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