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Un ‘position paper’ che guarda all’Europa del futuro, partendo dalle priorità che il Governo italiano ritiene imprescindibili: crescita, occupazione, investimenti. Il documento che Palazzo Chigi e Tesoro mettono a disposizione del dibattito europeo, non vuole essere un nuovo capitolo del lungo confronto-scontro di questi mesi ma un punto di partenza per una discussione che, nelle ambizioni di Renzi e Padoan, possa portare a una maggiore condivisione di scelte. A partire dalla politica economica e dalla flessibilità necessaria a sostenerla.
La premessa è che in presenza di una protratta crescita modesta ed un’inflazione bassa, anche le misure straordinarie messe in atto dalla Bce si stanno dimostrando insufficienti. Per questo gli spazi di bilancio dovrebbe essere pienamente utilizzati per sostenere la crescita. Allo stesso tempo recuperare un sostenibile tasso di crescita e creare posti di lavoro è anche il modo più efficace per mantenere il debito su un percorso sostenibile.
Fondamentale per perseguire gli obiettivi fissati sono i rapporti tra gli stati membri e con la Commissione Ue: “Una delle lezioni della crisi è che la stabilità e il progresso economico e monetario dell’Unione Europea richiedono una maggiore fiducia reciproca, tra cittadini e istituzioni europee e tra gli Stati membri e un approccio sistemico più forte con una maggiore attenzione al processo di integrazione”.
Secondo il Governo italiano, un “fondo di garanzia europeo per i depositi bancari migliorerebbe in modo significativo il funzionamento dell’Unione Bancaria, garantendo maggiore efficienza e stabilità finanziaria”. Perché “la condivisione dei rischi è parte integrante” di una Unione bancaria che “è ancora incompleta e deve essere dotata di strumenti efficaci per affrontare le crisi sistemiche”. Inoltre, non c’è crescita senza investimenti. “Andrebbero esplorate nuove iniziative comuni per sostenere gli investimenti: progetti per incrementare il potenziale di crescita dell’Unione Europea potrebbero essere finanziati con l’emissioni di obbligazioni comuni”, suggerisce il Governo.
