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Mentre sono allo studio ipotesi di flessibilità in uscita e ‘staffetta generazionale’ per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, resta alta l’incomunicabilità tra le generazioni.
Sono 8 milioni gli Italiani che non vogliono avere rapporti con persone di altre generazioni, ad esempio quando si tratta di sottoporsi a una visita medica, fare acquisti in un negozio, seguire corsi di formazione, farsi consigliare su questioni personali, fare le vacanze o impegnarsi sul luogo di lavoro. Sono questi i primi risultati della ricerca «L’Italia delle generazioni» realizzata da Censis e Fondazione HPNR -Human Potential Network Research- in collaborazione con la Fondazione OIC -Opera Immacolata Concezione-.
Sono 2,3 milioni gli Italiani che, se non trovano un medico della propria età, vanno in un altro studio o rinunciano alla visita. Sono 3,8 milioni quelli che, quando devono comprare un capo di abbigliamento, se non c’è il commesso della propria età cambiano negozio o rinviano l’acquisto. Quando devono frequentare corsi di formazione, 4,6 milioni di Italiani vogliono solo coetanei. Sono 5,2 milioni quelli che non accetterebbero mai un consiglio personale da una persona di una età diversa dalla propria. In 7,4 milioni, piuttosto che partire per le vacanze con persone di altre generazioni, preferiscono restare a casa. E in azienda sono 7,5 milioni gli occupati che preferiscono comunque avere rapporti con lavoratori della propria età.
Mentre ci si concentra sulle difficoltà di integrazione delle nuove culture e confessioni religiose, i dati segnalano una sorprendente scissione nel cuore della società italiana: un Paese fatto di tribù generazionali in buona parte non comunicanti.




