Antivegetative e ambiente: una nuova consapevolezza

Uno scafo ricoperto di vegetazione rappresenta un disastro, sia per il diportista che per l’ambiente. Per il diportista, perché deve fare carena più frequentemente; per l’ambiente, perché un’imbarcazione ricoperta di vegetazione può consumare il 40% in più di carburante, ed emettere il 40% in più di gas di scarico (CO2 SOx) causando inquinamento atmosferico.

Per anni, questa constatazione ha portato all’utilizzo di pitture antivegetative molto aggressive e nocive per l’ambiente, ma oggi le cose stanno cambiando grazie alla sempre più diffusa consapevolezza pubblica sulle questioni ambientali. Infatti, il clima sta cambiando e la correlazione con le emissioni di Gas a Effetto Serra (Green gas House – GHG) sono un tema prioritario nell’agenda politica e, come effetto a catena, l’interesse verso tutte le questioni ambientali sta aumentando e l’impronta ecologica di tutte le attività umane è ora sotto controllo crescente.

L’industria nautica non fa eccezione: la pressione sempre più alta per dimostrare che l’industria nautica è sostenibile dal punto di vista ambientale pone nuove sfide ai produttori di pitture, che oggi sono chiamati a fornire prodotti efficaci e conformi alle stringenti normative ambientali e di sicurezza, con un impatto minimo sull’ambiente, ‘sostenibili’ per il mercato e al tempo stesso in grado di continuare a fornire le prestazioni ed il risultato estetico richiesto dai clienti. Per questo, in questi anni gli investimenti dei produttori nell’ambito della politica ambientale si sono concentrati su formulazione del prodotto, conformità alla normativa ambientale, limitazione delle emissioni di solvente (VOC).

Per quanto riguarda in particolare le antivegetative, esse sono classificate come prodotti biocidi e, quindi, su di esse ricadono moltissime attenzioni. In molti paesi le antivegetative richiedono una valutazione e una pre-registrazione nel mercato prima del commercio e della vendita.

La direttiva europea riguardante l’immissione sul mercato di prodotti biocidi (BPD), in particolare, prevede che tutte le antivegetative siano attentamente esaminate e valutate prima che possano essere registrate per l’uso. La registrazione è garantita solo se, a seguito di una completa valutazione del rischio ambientale, si dimostra che un prodotto può essere usato in sicurezza.
Un passo importante per navigare in sicurezza per l’ambiente senza rinunciare a coltivare la passione per la nautica.