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L’Italia attraversa un periodo difficile della sua storia, fra grandi potenzialità e forti rischi, come dimostra la sua economia: da una parte il grande slancio dell’export, in grado di far valere la qualità del made in Italy con concorrenti agguerriti su mercati nuovi e molto promettenti; dall’altra il mercato interno, che invece non è in grado di sostenere il sistema industriale.
La crisi mondiale si è innestata su problemi che vengono da lontano e che vanno ben oltre il pesante debito pubblico: la diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza, la mancanza di lavoro, il peso delle mafie e di una corruzione mai contrastata adeguatamente, una burocrazia spesso soffocante, il Sud che perde contatto con il resto del Paese.
Rimediare non è facile, ma è alla nostra portata. Serve però un’idea di futuro. È indispensabile acquisire la consapevolezza dei nostri punti di forza, per mobilitare i talenti e le energie migliori. Siamo immersi nella bellezza, che sappiamo portare nei nostri prodotti grazie alla forza della nostra cultura. Grazie ai nostri saperi sappiamo fare cose che il mondo ama. E grazie alla vitalità dei territori e delle comunità sappiamo mantenere vivi questi saperi -un legame preziosissimo con la tradizione- e sappiamo rinnovarli con le nuove tecnologie, la creatività, la green economy, il web.
Da qui l’idea di Fondazione Symbola, Fondazione Edison e Unioncamere, abbracciata con entusiasmo da FederlegnoArredo, di dar vita al documento “10 verità sulla competitività italiana”, con un focus dedicato a uno dei settori trainanti dell’economia e dell’export nazionale.
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