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Quella del ‘buon costruire‘ è una tematica di grande attualità ed interesse, che in alcuni casi necessita della riscoperta e della rivalutazione delle tecniche e dei materiali dei nostri antenati, elementi che si sono dimostrati determinanti per far giungere fino a noi le grandi opere e le vestigia del passato. L’intonaco non è soltanto lo “strato di sacrificio” di una costruzione: costruito e mantenuto nel modo corretto si rivela essere fondamentale per la durata e la riuscita di un buon muro.
Gli intonaci, come tutti gli altri materiali, si degradano, principalmente, per l’azione disgregatrice degli agenti chimici e fisici propri dell’ambiente. Tralasciando le cause che provengono da danni strutturali (imputabili a tensioni esterne, carichi eccessivi o dilatazione termica), i danni più diffusi sono prodotti dalla presenza dell’acqua. Considerevole è anche l’azione del vento sia dal punto di vista meccanico che dal punto di vista di accelerazione dell’evaporazione dell’acqua contenuta negli intonaci. La somma delle azioni degli agenti di deterioramento provoca negli intonaci l’indebolimento della coesione e della adesione, fenomeno che si manifesta sotto forma di sgretolamenti, crateri, bolle, scaglie, sfogliamenti. Vi sono poi altre cause di deterioramento come i danni provocati da cause esterne quali, per esempio, incendi, terremoti o alluvioni che non vengono qui presi in considerazione in quanto pur sempre riconducibili ai danni chimico-fisici.
Preliminare ad ogni intervento deve essere l’indagine visiva dell’organismo architettonico e l’indagine tecnico-scientifica. La prima fase delle indagini consiste in un’accurata ricognizione dell’edificio nel suo complesso per individuare priorità d’intervento ed emergenze, poi un’analisi morfologica e merceologica fornirà parte delle informazioni necessarie alla identificazione dell’intervento da eseguire; le ipotesi iniziali saranno poi confermate dalle successive prove di laboratorio. Il risultato delle indagini permette di trasformare in grafico il degrado e di valutare in valori percentuali la quantità del degrado degli intonaci. Un’esatta valutazione del degrado farà decidere sulla qualità dell’intervento da intraprendere.



