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La crisi non risparmia il comparto delle pitture e delle vernici il cui andamento è condizionato dalla stretta creditizia e dai ritardi dei pagamenti. Fervente l’attività per concertare il mercato italiano alle normative nazionali e internazionali. Il settore delle pitture e vernici rappresenta una componente molto rilevante della chimica italiana. Con un valore della produzione superiore ai 3 miliardi di euro, l’Italia è il secondo produttore europeo dopo la Germania. In Italia sono attive sia importanti imprese a capitale italiano di dimensioni medie e piccole, sia filiali produttive di gruppi internazionali.
I prodotti trovano impiego in svariati settori: i più importanti in termini quantitativi sono l’edilizia (circa il 55% delle vendite complessive), l’industria metalmeccanica (20%) e il mobile (15%), ma figurano anche l’auto, la protezione industriale, la nautica, la marina, il can coatings.
Le imprese di pitture e vernici, attraverso la qualità dei propri prodotti, l’innovazione e la capacità di dare efficacemente risposte alle esigenze dei clienti, sono spesso alla base dei successi di molte imprese del made in Italy. Una parte significativa e tendenzialmente crescente della produzione è rivolta ai mercati esteri.
La fase di recessione della produzione industriale italiana non ha risparmiato l’industria dei prodotti vernicianti che ha registrato un 2012 decisamente difficile con un arretramento dei volumi di due cifre rispetto al 2011. La crisi ha indotto e sta inducendo cambiamenti strutturali nel mercato e guida e condiziona i comportamenti delle famiglie (calo dei consumi, crescita dell’attenzione agli sprechi, rinvio delle spese non necessarie, preferenza per le occasioni di sconto) e di conseguenza delle imprese.
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