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La crisi economica che sta continuando a coinvolgere l’Europa ha forti ripercussioni anche sulle attività di ricerca e innovazione. Tuttavia, le realtà che avevano cercato di superare la situazione negativa attraverso la ricerca hanno continuato a investire in questo settore per mantenere i risultati positivi ottenuti. Attraverso la diversificazione di prodotti, infatti, alcune imprese sono riuscite a emergere nei mercati internazionali.
Parallelamente, anche il settore della ricerca pubblica si è trovato di fronte a un taglio netto dei finanziamenti: questa situazione ha portato quindi a un aumento del numero delle collaborazioni con il privato, anche attraverso la partecipazione a bandi. Nonostante i diversi problemi che intervengono nelle interazioni tra i due diversi mondi, molti passi avanti sono stati fatti da entrambe le parti e molti nuovi progetti sono nati.
Per supportare le imprese (soprattutto quelle non strutturate e organizzate per avere un piano di ricerca di medio e lungo termine), Federchimica prosegue con un dialogo costruttivo sia con il mondo della ricerca pubblica che con le istituzioni. Nel primo caso, rafforzando gli accordi già presenti e cercando di portare avanti azioni che permettano un dialogo sempre più semplice tra le imprese, le università e i centri di ricerca.
Nel secondo caso, dato che spesso le istituzioni non offrono un reale supporto alle imprese, soprattutto dal punto di vista dei fondi per la ricerca e l’innovazione (spesso troppo difficili da richiedere e da ottenere) e della troppa burocrazia sia a livello nazionale che a livello europeo, l’Associazione porta all’attenzione delle stesse istituzioni i problemi reali delle imprese e favorisce la nascita di attività concrete per migliorare il dialogo e l’utilizzo da parte dell’industria degli strumenti dei ministeri nazionali o della Commissione europea.
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