Scuola, finalmente qualcosa si muove!

Oltre 42mila (42.292) edifici scolastici censiti, di cui 33.825 risultati attivi, cioè adibiti ad ospitare attività connesse con la vita scolastica. Il 55% è stato costruito prima del 1976, il 70% appositamente per uso scolastico.

Sono alcuni dei dati che emergono dall’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica presentata dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, dal Sottosegretario Davide Faraone, e resa disponibile per la prima volta a vent’anni dall’entrata in vigore della legge n. 23 del 1996 che l’aveva istituita. Negli scorsi mesi le Regioni hanno trasmesso al Ministero i dati relativi allo stato di salute delle scuole che serviranno per una sempre migliore programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica. Alla presentazione ha partecipato anche Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di missione per l’Edilizia Scolastica di Palazzo Chigi.

“Oggi è una giornata in cui non solo la scuola italiana ma tutto il Paese fa un passo avanti enorme nella conoscenza reale dello stato dei nostri istituti -ha sottolineato il Ministro Stefania Giannini-: con questa Anagrafe, ora, conosciamo le condizioni dettagliate di ciascun edificio. Una fotografia -ha aggiunto il Ministro- che ci consente anche di poter programmare e investire al meglio i 3 miliardi e mezzo già disponibili per realizzare gli interventi laddove sono necessari, per abbellire, riqualificare e costruire scuole innovative. Per le famiglie, per gli studenti e per il Paese è un risultato davvero importante. Per la prima volta abbiamo in una azione coordinata e congiunta il Governo, le Regioni, gli Enti locali”.

“Oggi siamo riusciti a produrre questo importante risultato grazie al patto tra Governo, Regioni ed Enti locali -ha spiegato Laura Galimberti-. Un risultato significativo, frutto di un lavoro importante. Contiamo in questo buon inizio e su questa sinergia perché quando si parla di edilizia scolastica non si intende solo migliorare le condizioni degli edifici, ma anche la qualità stessa della didattica”.

Nel 77% dei casi, si evince dall’Anagrafe, gli edifici scolastici sono di proprietà dei Comuni, mentre nel 9% appartengono alle Province. Un 2% è riconducibile ad altri Enti pubblici e una percentuale uguale a società o persone private.

 

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