La seconda era del sommerso

Dalla sua fondazione nel 1964, il Censis – Centro Studi Investimenti Sociali – porta avanti un’attività di ricerca socio-economica che si concretizza ogni anno nella pubblicazione di un rapporto che fotografa le condizioni della società italiana, giunto nel 2016 alla 50a edizione.

I dati rilevati nel corso dell’anno appena trascorso hanno confermato la staticità del sistema Italia, ancora caratterizzato da dinamiche di crescita da “zero-virgola”. Tuttavia, se nel 2015 il sistema appariva comunque saldo a causa di fenomeni eterogenei e marginali – la piccola impresa, il localismo economico e la riscoperta di una certa sobrietà dei costumi – il 2016 ha mostrato una tendenza di segno opposto, inaugurando – dopo quella dei primi anni ’70 – una «seconda era del sommerso». La proliferazione del sommerso è legata ad alcune tendenze e comportamenti di massa che hanno segnato profondamente la società italiana nel corso dell’anno appena trascorso.

Innanzitutto, il riaffermarsi dell’individualismo, da sempre motore e sostegno della propensione al consumo, ha privilegiato settori in cui il sommerso è di casa, come la cura del corpo, il cibo, lo sport, i consumi culturali e i viaggi. In secondo luogo, il crescente interesse per i servizi alla persona, che va dalle badanti ai corsi di formazione per i giovani, passando dai servizi per i minori. In terzo luogo, l’espansione dei servizi di mobilità, dalle consegne a domicilio al car sharing. Il fenomeno è complesso e non va sottovalutato. L’espansione del sommerso, infatti, potrebbe dare luogo alle stesse criticità già rilevate all’inizio degli anni ’70 e ancora notoriamente presenti nel tessuto sociale italiano: il proliferare di comportamenti immorali e illegali (sfruttamento del lavoro nero, evasione fiscale, coinvolgimento in attività di riciclaggio), e il tendenziale prevalere della piccola impresa, che rende l’Italia troppo poco competitiva a livello globale.

 

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