Idee per diminuire lo spread digitale

Il Censis stima che se l’Italia arrivasse ad azzerare il disavanzo nella bilancia dei pagamenti per i servizi informatici, se sviluppasse il commercio online e l’uso della moneta elettronica fino a raggiungere i livelli medi europei e se riuscisse a razionalizzare le banche dati della Pubblica Amministrazione centrale si renderebbero disponibili per nuovi investimenti in reti, tecnologie e servizi innovativi 3,6 miliardi di euro all’anno: quasi 10 milioni al giorno.

Questo è il valore dello spread digitale che attualmente ci penalizza nella competizione internazionale, il peso che la nostra economia deve sopportare a causa del non allineamento dell’Italia ai migliori standard europei. Conscio del problema, il Governo sta riportando al centro del dibattito la necessità di favorire gli investimenti nell’innovazione digitale per rilanciare la crescita, ma senza buone regole, senza infrastrutture adeguate e senza competenze e risorse umane specializzate, la transizione al digitale resterà solo sulla carta.

 

Per approfondire leggere l’articolo completo su Colore & Hobby in versione digitale