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Le ultime elezioni amministrative hanno ulteriormente sottolineato l’importanza di comprendere le specificità locali dell’Italia, elemento non facile, dato che la dimensione territoriale dei processi socio-economici e politici, spesso sottovalutata, è esito dell’interazione complessa tra una molteplicità di fattori alcuni dei quali operano sottotraccia e in tempi lunghi.
Per anni il processo di urbanizzazione ed il primato della grande città hanno dominato l’analisi territoriale. In questo contesto il Censis si è posto spesso fuori dal coro, contribuendo da una posizione di minoranza a spostare, o quantomeno allargare, l’attenzione anche su altre dimensioni territoriali del Paese che finivano per essere trascurate.
Realtà dimensionalmente minori, talvolta periferiche, ma certo dinamiche e vitali, caratterizzate da forte identità e diversità, che hanno contribuito in misura rilevante, grazie alla loro eccellenza, a mantenere competitiva l’economia italiana. Dato che non di rado sfugge a rappresentazioni del Paese molto semplificate: si pensi a settori come l’immobiliare dove la geografia degli investimenti esteri spesso si ferma a Milano e Roma e a qualche villaggio turistico in Sardegna.
Non si è trattato di un approccio contro la grande città, tutt’altro, ma della consapevolezza che nel Paese vi sia grande vitalità in dimensioni estranee all’egemonia delle grandi realtà urbane: i distretti industriali, le piattaforme produttive, le tante città medie, i borghi e i paesi del buon vivere, i territori dell’eccellenza eno-gastronomica ecc.
L’attenzione alle società locali non è stata quindi conseguenza di un approccio ideologico, ma piuttosto l’esito di interessi fenomenologici, l’impegno a capire il reale, e l’idea che il territorio non sia soltanto da interpretare come mero contesto spaziale di processi e attività, quanto nella sua dimensione di soggetto dello sviluppo e di fattore di coesione. In questo senso all’analisi si è spesso inevitabilmente affiancata un’attività di accompagnamento, tesa a valorizzare il ruolo fondamentale degli spazi intermedi.




