Cerca un articolo nell'archivio >
Quando si parla di distribuzione del colore, l’Italia fa i conti con un passato atipico. Pitture e vernici non sono mai state vendute attraverso rivenditori con un profilo unico, ma attraverso diversi canali, ciascuno con proprie specificità. Se per certi rivenditori le vernici rappresentano la merceologia più rilevante, per altri sono, invece, accessorie e in ‘convivenza’ con altri prodotti.
Inoltre, parlare di pitture e vernici è molto vago: ci sono quelle per la casa, quelle per l’industria, la carrozzeria o la nautica; prodotti che si rivolgono, evidentemente, a clientele diverse e che richiedono quindi tipologie di negozi dedicate e professionisti della vendita adeguati.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che la distribuzione del colore non è affatto impermeabile ai cambiamenti delle abitudini dei consumatori, né alle richieste di adeguamento normativo, né ai mutamenti dello scenario economico generale, si capisce come i negozi che per vent’anni hanno mantenuto una superficie, una struttura ed una impostazione commerciale costante, nel giro di poco tempo siano costretti a trasformarsi, spostandosi e specializzandosi, ingrandendosi e diventando imprese vere, non più botteghe. Per contro, attività che sembravano floride non tengono il passo con il cambiamento, e nel giro di pochi anni sono costrette ad una stentata sopravvivenza, quando non alla chiusura.
Questa situazione non può essere, ovviamente, generalizzata. L’Italia è fatta di distretti e aree ristrette, ciascuna con le proprie specificità e consuetudini: la percezione dei cambiamenti, quando solo percepiti ma non letti con metodo, rischia di essere superficiale. Ecco perché è pericoloso avere solo ‘sensazioni’ senza disporre di dati certi.
Consapevole di questa situazione, nel 2010 Edipubblicità ha avviato la revisione completa di tutti i nominativi in suo possesso di distributori del colore, un aggiornamento che ha permesso di profilare qualitativamente, oltre che quantitativamente, l’universo della distribuzione: il risultato si chiama “Osservatorio Distribuzione”!



