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In Italia l’evasione da mancata emissione di scontrini e fatture fiscali resta alta, con almeno la metà degli acquisti e dei conti degli italiani che viene saldata in maniera irregolare.
E’ quanto emerge da un’indagine di Adnkronos, effettuata con la collaborazione di diverse associazioni di categoria e dei consumatori sul territorio: in media, un esercizio su due, il 51% secondo la rilevazione, non fa scontrini o li fa irregolari. Tanto che il Governo è corso ai ripari e lo scontrino, dal 2017, andrà in pensione.
Il fenomeno, diffuso in tutta Italia, assume proporzioni diverse da regione a regione. Si raggiungono punte vicine all’evasione totale in diverse città del Sud: a Napoli lo scontrino non esiste nell’80% dei casi; a Bari si arriva al 65%. Ma anche a Roma si sfiora il 60% di ricevute fiscali irregolari. Va relativamente meglio al Nord: Genova si conferma la città a più alto tasso di lealtà fiscale, con una quota di evasione intorno al 20%; Milano e Torino raggiungono il 40%.
Anche i controlli della Guardia di Finanza certificano un’evasione diffusa: nel 32,5% dei casi analizzati nel 2014 le Fiamme Gialle hanno riscontrato irregolarità. E, anche in questo caso, emergono differenze a livello territoriale. A Roma e provincia su 16.785 controlli ‘strumentali’ effettuati lo scorso anno ben 10.060, (pari al 62,82% del totale), sono risultati irregolari. In Lombardia su 45.400 controlli riguardanti l’emissione di scontrini e ricevute fiscali, 15.165 sono stati irregolari pari al 33% del totale.
Nei casi di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta è prevista una specifica sanzione solo per il commerciante e non in capo al cliente. La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto della lotta all’evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare).
E’ buona prassi che il cliente chieda sempre l’emissione del regolare documento fiscale. Oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l’esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti. Importante è verificare che l’importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale.
