Agenti di Commercio: Sostegni per la categoria nella Finanziaria

Ripristino della piena deducibilità dei costi relativi ad auto e carburanti, aumento dell’importo di spese deducibili per rappresentanza e piena deducibilità dei costi relativi alla telefonia mobile. Sono le misure che gli agenti di commercio della Fnaarc si aspettano di trovare nella legge Finanziaria per sostenere un settore forte di 218 mila iscritti e che rappresenta una realtà assai dinamica in grado di attrarre sempre più giovani.



Le richieste sono state ribadite dal Presidente Adalberto Corsi nel corso della “Giornata dell’agente” svoltasi il 27 ottobre a Trento. Il massimo esponente della Fnaarc ha anche espresso la contrarietà della categoria in merito alla liberalizzazione del mercato: “Un mercato senza legge -ha detto- è un mercato fuorilegge. L’agente di commercio è oggi una garanzia e una certezza sia per le aziende, sia per i consumatori”. Tanto che sarebbe opportuno giungere ad una certificazione, visto che “nel momento in cui si impone una revisione della legge nazionale di riferimento perché non sia cassata a livello europeo, occorre evitare di lasciare il mercato senza regole e prevedere per chi inizia l’attività il possesso di almeno alcuni requisiti iniziali”. La Fnaarc è in tal senso impegnata da una parte in una battaglia per introdurre l’obbligo della formazione (chiedendo agli enti locali di intercettare le risorse destinate dal Fondo sociale europeo ai corsi di aggiornamento professionale) e dall’altra “ha in cantiere un progetto di certificazione che gli agenti saranno liberi di adottare per accreditarsi e competere sul mercato qualificando la propria funzione”.



Corsi si è poi detto contrario all’e-commerce senza regole (“la vendita non può essere intesa come un fatto prettamente meccanico, ma come un rapporto di fiducia e di conoscenza”) e ha espresso apprezzamento per la Tremonti bis, “capace di creare nuovi investimenti e quindi occupazione”.



Alla “Giornata dell’agente” è intervenuto anche Michele Alberti, presidente nazionale dell’Enasarco. “Stiamo portando avanti un coraggioso processo di privatizzazione dell’ente -ha spiegato Alberti- che ha già iniziato a ridurre sensibilmente lo sbilancio di ben 300 miliardi ereditato dalla gestione precedente. Ora lo sbilancio è di 104 miliardi e prevediamo di eliminarlo completamente nel volgere di pochi anni, pur pagando le pensioni anticipate».