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Il Colorificio Barone ha raggiunto un’autorevolezza riconosciuta da tutti gli operatori della zona. Merito delle persone che ci lavorano e del consolidato e proficuo rapporto con il Colorificio Toscano!
Un punto vendita specializzato, all’interno del quale il colore è proposto in tutte le sue declinazioni a patto che ne sia garantito l’elevato contenuto tecnico e l’assoluta qualità. A Trentola Ducenta, in provincia di Caserta, in oltre dieci anni di attività il Colorificio Barone è diventato una vera autorità nella zona quando si parla di pitture, vernici e rivestimenti.
Il “padrone di casa” è Luigi Barone, che conduce l’attività con l’ausilio di Pasquale, suo fratello, e dei loro due figli, che si chiamano entrambi Umberto.
Signor Barone, ci racconti gli esordi del Colorificio…
Ho maturato una lunga esperienza nel mondo dei colori svolgendo l’attività di applicatore: poi, nel 1991, mio fratello ed io abbiamo deciso di avviare questa impresa commerciale con l’idea di diventare il punto vendita di riferimento per altri imbianchini e per le imprese della zona. Direi che oggi questo nostro progetto si è concretizzato e ne siamo molto soddisfatti. Infatti, il nostro nome è conosciuto e gli applicatori e le imprese che si servono presso di noi sono molto numerosi. Serviamo anche i consumatori privati, proporzionalmente in quantità inferiore rispetto ai professionisti ma in crescita costante dall’inizio della nostra attività. Grazie al loro aumento, abbiamo inserito merceologie come le belle arti, che si aggiungono a vernici e pitture, rivestimenti murali, colle e adesivi e materiali edili, stucchi e gessi di nostra produzione.
Che tipo di prodotti trattate e a quale fascia qualitativa appartengono?
Noi trattiamo i prodotti di aziende che offrono buon contenuto tecnico e qualità nel servizio. Per pitture e vernici la marca di riferimento per il nostro punto vendita è il Colorificio Toscano: il rapporto con quest’azienda è nato molto tempo fa, quando ancora facevamo solo gli applicatori. Quando abbiamo aperto il negozio è stato naturale proseguire il rapporto e consolidarlo, fino a che il Colorificio Toscano si è affermato definitivamente come il nostro fornitore di riferimento.
Naturalmente la nostra offerta si completa, per i prodotti di nicchia, con altre aziende, ma la maggior parte del nostro fatturato è realizzato con il Colorificio Toscano.
I prodotti in questi ultimi anni sono aumentati nelle gamme e differenziati nelle finalità d’uso. Ciò facilita le vendite oppure no?
La situazione va analizza secondo una duplice prospettiva. Da un punto di vista di proposizione agli acquirenti le nuove tipologie di prodotti comportano da parte nostra un costante approfondimento delle nostre conoscenze e un aumento delle nostre competenze. Dal punto di vista delle vendite tutto questo è faticoso ma qualifica il nostro negozio e la nostra attività. D’altronde questa è un’evoluzione che fa parte della specializzazione che noi stiamo costantemente perseguendo.

Per quanto concerne gli interni, specie nelle ristrutturazioni vengono scelte le idropitture lavabili e i traspiranti; nei cantieri è più facile che ci sia ancora richiesta di tempere. Negli esterni fino a qualche anno fa le finiture al quarzo erano le preferite: oggi stanno prendendo sempre più piede le finiture ai silicati e ai silossanici, mentre c’è ancora una buona richiesta di prodotti alla calce.
E i decorativi che diffusione hanno?
Cominciano ad avere una buona diffusione e una volta che vengono presentati all’applicatore e al consumatore è facile che vengano preferiti, per esempio, alla carta da parati. Riguardo questi prodotti possiamo vantare di essere un punto di riferimento in questa zona, perché siamo stati i primi professionisti a proporci con convinzione e preparazione in questo comparto. Oggi godiamo i frutti di questo lavoro e, quindi, quando presentiamo prodotti e tecniche nuove creiamo un seguito considerevole sia fra gli applicatori che tra i privati.
Ma i decorativi hanno sostituito i parati?
Non completamente e non credo che ci sarà una sostituzione totale, ma è certo che quando vengono proposti hanno un ottimo successo. Sono più versatili, più moderni, alcuni anche più facili da applicare…

Si, abbiamo iniziato una produzione di gessi e stucchi che stiamo proponendo con ottimi risultati perché ci siamo accorti che, anche sull’onda dei prodotti decorativi, queste finiture sono tornate in auge quasi più dei bordi. Secondo noi ciò dipende dalla ricerca del bello che spinge costantemente i consumatori a ‘riscoprire’ anche quei prodotti che in passato hanno conosciuto un grande successo.
Come si possono ripartire le vostre vendite di prodotti per le finiture delle superfici in interni?
Direi che, oggi come oggi, realizziamo il 50% delle nostre vendite in idropitture e tinte unite, il 30% in decorativi e il 20% in parati. I prodotti sono destinati principalmente alle nuove costruzioni che in zona si stanno moltiplicando: un grande vantaggio per noi, dal momento che i progetti di nuova edilizia dei piani urbanistici ci garantiscono continuità di lavoro e di vendita.

E’ lo strumento che ci trasforma in una sorta di fabbrica specializzata, perché ci permette di attintare tutti i prodotti che abbiamo in assortimento. Inoltre è costantemente aggiornato e all’avanguardia rispetto ad altri presenti sul mercato ed ha una qualità e delle prestazioni decisamente costanti nel tempo: noi lo sappiamo bene perché lo abbiamo inserito ormai più di tredici anni fa…
Qual è la percentuale di prodotti tinti a tintometro che esce da punto vendita?
Sicuramente elevata perché, come può vedere, a magazzino abbiamo quasi soltanto bianchi e basi. Noi lavoriamo principalmente con il tintometro perché a nostro parere è la soluzione alla gestione del magazzino e consente la razionalizzazione delle scorte e la massima scelta di assortimenti.

L’applicatore utilizza il sistema tintometrico per tutti i plus che questo offre alla sua professione, per esempio, la perfetta ripetibilità delle tinte anche dopo anni, l’affidabilità e il servizio in tempo reale. Il privato si diverte con il sistema tintometrico perché può soddisfare qualunque ‘capriccio’ in materia di colore.
