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La Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,25%, allo 0,75% e allo 0,00%.
“Nel consiglio direttivo oggi abbiamo discusso anche di un possibile allentamento monetario”, dice il presidente della Bce Mario Draghi in conferenza stampa. Draghi riconosce come quella sull’unanimità del consiglio direttivo nell’impegno a ricorrere anche a misure non converzionali contro un periodo troppo prolungato di bassa inflazione sia una frase chiave nel comunicato conclusivo della riunione. Tuttavia, ricorda il presidente della Bce, “non abbiamo ancora finito con le misure convenzionali”.
C’è anche l’acquisto di bond tra le opzioni di cui dispone la Bce. Fra queste, spiega il presidente Mario Draghi, è “incluso il quantitative easing, ovvero l’acquisto di titoli finanziari. Non ne avevamo discusso lo scorso mese nello specifico, ma lo abbiamo fatto questo mese. E questo perchè è abbastanza ovvio che guardiamo con attenzione al prolungarsi della bassa inflazione, dato che più è lungo il periodo e più è alto è il rischio nel medio lungo termine. Per questo ne abbiamo discusso”.
Si conferma, dice Draghi, nell’area Euro una crescita moderata ma restano rischi al ribasso per la crescita. Mentre resta alta la disoccupazione nell’area Euro ma il mercato del lavoro sta dando i primi segnali di miglioramento. In questo scenario, Draghi ribadisce la sua ricetta di politica economica: vanno utilizzate misure che siano favorevoli alla crescita ed evitino effetti distorsivi dal punto di vista fiscale. La Bce conferma la previsione di un leggero rialzo dell’inflazione ad aprile. Nei mesi seguenti l’inflazione resterà bassa prima di salire in 2015 e di avvicinarsi al 2% verso la fine del 2016.
La Bce monitora da vicino la situazione, soprattutto in riferimento alla bassa inflazione, ed è pronta a mettere in campo ogni strumento necessario, all’interno del suo mandato, che è quello di tenere l’inflazione sotto ma vicina al 2%.
Il quadro dell’area Euro richiede un complesso pacchetto di misure a livello di singoli Stati e in testa ci sono le riforme strutturali perchè molto dei problemi dell’area Euro sono strutturali.
