Bruxelles mette un freno al commercio sleale

Mai più cartelli con la scritta “liquidazione totale” nelle vetrine dei negozi se lesercizio non è effettivamente “sul punto di cessare lattività”; messa al bando delle catene di SantAntonio in cui si guadagna solo con liscrizione di nuovi clienti; divieto di pubblicizzare prodotti per bambini attraverso messaggi fuorvianti. Sono questi alcuni dei provvedimenti contenuti in un progetto di direttiva della Commissione europea contro le “pratiche commerciali sleali”.

Obiettivo della direttiva è quello agevolare il commercio allinterno del mercato unico abbattendo le barriere che ancora impediscono la libera circolazione delle merci nei quindici paesi europei. Un recente rapporto, si legge nel testo della direttiva, ha evidenziato che “le differenti regole nazionali” in materia di protezione dei consumatori “costituiscono delle rilevanti barriere che rendono impossibile una strategia paneuropea di marketing”. La direttiva definisce così i criteri per stabilire se e quando una pratica commerciale sia o meno “sleale”, ma soprattutto stila una “lista nera” dei comportamenti considerati scorretti che con lentrata in vigore della normativa saranno “interdetti in tutti i paesi membri”. Sarà così vietato, ad esempio, “utilizzare lespressione liquidazione totale o una dizione equivalente qualora il titolare dellesercizio non sia sul punto di cessare lattività”. Allo stesso modo la direttiva considera sleale chi dichiari “falsamente che il prodotto non sarà disponibile solo per un periodo di tempo molto breve allo scopo di ottenere una decisione immediata” da parte del consumatore il quale non può così “operare una scelta consapevole”. Una misura che potrebbe mettere a rischio alcune televendite in cui spesso i prodotti sono offerti solo per un periodo di tempo limitato. A rischio anche le cosiddette catene di santAntonio. Il progetto di Bruxelles infatti proibisce di “creare, mettere in pratica o promuovere sistemi di promozione piramidale nei quali un consumatore versa una partecipazione in cambio della possibilità di ricevere una contropartita proveniente essenzialmente dallingresso di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo del prodotto”. Le misure inoltre proteggono in modo particolare i minori proibendo messaggi pubblicitari che “portino i bambini a pensare di poter essere accettati dai loro coetanei solo con lacquisto di un prodotto particolare”. E infine vietato “rivolgersi in modo mirato” a persone malate o a parenti di vittime di malattie gravi allo scopo di vendere prodotti in relazione con quella malattia. Il progetto di direttiva, una volta approvato dai venti commissari Ue, dovrà passare al vaglio dei governi nazionali e del Parlamento europeo.