Calano le esportazioni nei primi nove mesi del 2003

Secondo le rilevazioni Istat, il valore delle esportazioni italiane nei primi nove mesi del 2003 ha registrato una flessione del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2002. Dal punto di vista territoriale, l’andamento è stato negativo in tutto il territorio nazionale, con l’eccezione dell’Italia insulare (+8,9%).

Flessioni più contenute rispetto alla media nazionale si sono registrate nell’Italia nord-occidentale (-2,9%), mentre le variazioni negative sono state più marcate nel nord-est (-5,6%), nell’Italia meridionale (-7,6%) e nell’Italia centrale (-7,7%). L’andamento congiunturale, valutato sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, ha invece registrato nel terzo trimestre 2003 un aumento delle esportazioni, rispetto al trimestre precedente, del 5,3% nell’Italia meridionale ed insulare, del 4% nell’Italia centrale, del 2,3% nell’Italia nord-orientale e dello 0,8% nell’Italia nord-occidentale. Nell’ambito della ripartizione nord-occidentale, solo la Valle d’Aosta ha manifestato un aumento (+4,4%), sostenuto soprattutto dalle vendite di mezzi di trasporto, di apparecchi elettrici e di precisione e da quelle relative ai metalli e prodotti in metallo. Il risultato negativo della Lombardia (-3,5%), le cui esportazioni rappresentano il 28,1% del complesso nazionale, è imputabile ad una contrazione delle vendite dei prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali, degli altri prodotti delle industrie manifatturiere, del tessile ed abbigliamento e degli apparecchi elettrici e di precisione. La diminuzione del Piemonte (-1,9%) ha invece risentito dell’andamento non favorevole degli apparecchi elettrici e di precisione, del settore delle macchine e apparecchi meccanici e delle industrie tessili e dell’abbigliamento. La lieve flessione della Liguria (-1%) rispecchia l’andamento negativo nel settore degli apparecchi elettrici e di precisione, degli articoli in gomma e materie plastiche e dei prodotti dell’agricoltura e della pesca. Per quel che riguarda l’Italia nord-orientale, le esportazioni sono diminuite in tutte le regioni, ad eccezione del Trentino-Alto Adige (+3,6%), che ha evidenziato una crescita delle vendite nel settore dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, nelle macchine ed apparecchi meccanici e nei prodotti dellagricoltura e della pesca. Nell’Italia centrale si manifesta un calo generale delle esportazioni in tutte le regioni. La significativa diminuzione del Lazio (-13,7%) ha riguardato soprattutto le vendite dei mezzi di trasporto, dei prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali, dei metalli e prodotti in metallo e apparecchi elettrici e di precisione. Nell’ambito delle regioni meridionali (-7,6%), le esportazioni sono diminuite in misura considerevole in Campania (-14,2%), in Basilicata (-9,4%), in Molise (-8,5%) e in Puglia (-6,6%). Infine, per quel che riguarda l’Italia insulare l’incremento delle vendite all’estero (+8,9%) ha interessato sia la Sardegna (+20,7%) sia la Sicilia (+3,9%), a causa soprattutto dell’aumento del valore delle vendite dei prodotti petroliferi raffinati.