La casa vale sempre meno: in 2 anni -2,9%

Il mattone perde valore, nel 2013, per il secondo anno consecutivo. Il patrimonio dello stock abitativo delle famiglie consumatrici è calato del 2,9% rispetto al 2011 (ultimo anno di crescita), passando da 4.976,9 miliardi di euro a 4.830,6 miliardi. Rispetto al valore complessivo delle abitazioni, che ammonta a 6.028,5 mld, le famiglie consumatrici ne detengono ben l’80,1%. E’ quanto emerge dai dati del report dell’Istat sulle attività non finanziarie dei settori istituzionali, elaborati da Adnkronos.

La serie storica che parte dal 2001 mostra un incremento continuo, fino al 2011, che ha portato al raddoppio del valore sia per le famiglie (passato da 2.567,3 mld a 4.976,9 mld), sia per il totale dell’economia (da 3.268,3 mld a 6.244,8 mld). Il calo del valore riguarda anche gli immobili non residenziali, che per le famiglie e istituzioni sociali private (Isp) passa da 772,4 miliardi nel 2011 a 750 mld nel 2013. Rispetto allo stock complessivo, che ammonta a 2.472,8 mld nel 2013, la quota in mano alle famiglie ammonta al 30,3%.

Passando ai beni di capitale fisso (impianti, macchinari, mezzi di trasporto, mobili, ecc.) il valore in mano alle famiglie e Isp ammonta a 96,8 mld, pari al 10,9% dello stock nazionale. Nel segmento delle famiglie si regista un calo per il terzo anno consecutivo (nel 2010 ammontava a 101,1 mld); in tre anni si registra una riduzione del 4,4%.

Il totale delle attività non finanziarie detenute dalle famiglie (comprese le Isp) ammonta a 6.583,2 miliardi, ottenuto dalla somma dei beni immobili (6.260 mld), dei beni di capitale fisso (96,8 mld) e dei terreni agricoli (226,5 mld). Per le famiglie consumatrici il 99,1% del valore delle attività non finanziarie è costituito dal mattone, e il restante 0,9% dai terreni agricoli. Comprendendo anche le Isp il valore degli immobili scende al 95,1% del totale, a cui va sommato l’1,5% di altri beni e il 3,4% dei terreni agricoli.