Come usare gli agrumi in edilizia

LIFE Terpene è il primo progetto comunitario di ricerca e sviluppo ecocompatibile per una corretta utilizzazione dei prodotti agrumari.

In Italia -come nel resto dellarea mediterranea-, la produzione di agrumi occupa una parte rilevante delle produzioni agricole e fino agli anni trenta, il nostro Paese è stato uno dei principali produttori mondiali di arance, limoni e bergamotto.



Sicilia, Calabria e Puglia sono state culla, in tempi remoti, di alcune lavorazioni tipiche, che oltre a lavorare il frutto per scopi alimentari, andavano a utilizzare la scorza, ed i fiori, per ottenere essenze destinate allimpiego nella cosmetica, nella fabbricazione di profumi ed aromi alimentari.



Negli ultimi sessantanni, tuttavia, nonostante la elevata qualità del prodotto Italiano, queste specifici utilizzi sono andati gradualmente scomparendo, a causa della inadeguata tecnologia e della concorrenza proveniente altre aree produttive, come quella Statunitense, Brasiliana e di altri Paesi produttori come il Libano.



Oggi la produzione di agrumi, nell’area mediterranea, rappresenta un tipico esempio di cattivo utilizzo di fonti rinnovabili, importanti in molti settori, non ultimo quello delledilizia.



Attualmente viene utilizzato il frutto tal quale o per ottenere succhi di frutta. In genere le scorze e le altre fibre vanno a costituire il “pastazzo”, che costituisce di per sè un costo per il produttore di succhi, poiché deve essere avviato allo smaltimento, come un normale rifiuto industriale.



Il progetto europeo “LIFE Terpene”, promosso da Durga, Contento trade e con la partecipazione dellassociazione ambientalista Amici della Terra, ha portato a termine, nel corso degli ultimi due anni, una ricerca per mettere a punto le tecnologie di lavorazione e le possibili utilizzazioni del pastazzo, che non solo rappresenta oggi nell’area mediterranea un costo per i produttori di succhi alimentari, ma il suo cattivo utilizzo rappresenta uno spreco per tutta la collettività e l’ambiente stesso.



Il pastazzo contiene numerose materie prime pregiate, come il D-Limonene, sostanza utilizzata spesso in bioedilizia come solvente e nella produzione di vernici; i pigmenti flavonici, pigmenti vegetali estremamente stabili e poco sensibili alle radiazioni della luce; la pectina, utilizzabile come collante, e come gelificante nell’industria alimentare; le fibre il cui impiego risiede nella produzione di coibenti termici ed acustici; oli vegetali essiccativi, poichè il seme delle arance contiene fino al 35 % di oli siccativi molto pregiati.

Per maggiori informazioni: www.bioediliziaitalia.org/100-bioediliziainfo-news.htm