Competitività: l’Italia recupera 3 posizioni

Gli Stati Uniti dopo tre anni di primato non sono più la nazione più efficiente del mondo: a sorpresa, infatti, nella classifica annuale sulla competitività stilata dall’Imd World Competitiveness Center la nazione a stelle e strisce perde due posizioni e scivola al terzo posto. Hong Kong e la Svizzera, invece, guadagnano rispettivamente una e due piazze e conquistano rispettivamente il primo ed il secondo posto. Anche Singapore perde una posizione (e scivola al 4°). Alle loro spalle avanzano con prepotenza Svezia, Danimarca, Irlanda e Olanda che scalzano Norvegia, Canada, Lussemburgo e Germania.

Per quanto riguarda l’Italia migliora ancora la sua graduatoria, passando dal 38° al 35° posto, confermando l’inversione di tendenza innescata nel 2015 dopo che nel 2014 eravamo scivolati addirittura al 46° posto su 61 paesi. Insomma abbiamo una tendenza migliore di tanti altri grandi paesi europei: la Germania infatti perde due posizioni e scivola dal 10 al 12 posto, la Francia è ferma al 32° posto mentre solo la Spagna guadagna 3 posizioni e per questo continua a sopravanzarci piazzandosi 34esima. In salita anche il Regno Unito che passa dal 19° al 18° posto.

“A migliorare la posizione italiana -spiega Christos Cabolis, capo economista dell’Imd- è soprattutto la performance economica su cui hanno inciso il calo del prezzi del petrolio e dell’inflazione, l’aumento del Pil e la fiducia su una ripresa del Paese. Ma un contributo importante è arrivato anche dall’efficienza delle azioni di governo e del sistema economico, a partire dalla gestone del mercato del lavoro”.