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“Con l’innovazione crescono le pmi?”: questa la domanda che ha dato il titolo alla conferenza stampa di presentazione della ricerca “Impatto dell’Information Technology e del personal computer sulle PMI italiane”, promossa da Confcommercio e Microsoft e realizzata da Net Consulting su un campione di 200 piccole e medie imprese.
Ebbene: la risposta è sì. Lo studio dimostra infatti che le imprese che hanno investito di più e più razionalmente nelle nuove tecnologie hanno visto crescere il proprio fatturato per addetto del 14,3% l’anno tra il 1995 e il 2001, contro il +4,4% fatto registrare nello stesso periodo da chi ha limitato al minimo indispensabile gli investimenti. Nelle prime, inoltre, la produttività per dipendente è aumentata di circa il 10% in più che nelle seconde.
In generale, la ricerca evidenzia che tra il 1995 e il 2001 le PMI (PMI) hanno investito in Information Technology circa 46 miliardi di euro, facendo registrare un incremento medio annuo di 4/5 punti percentuali in più rispetto alla crescita del mercato IT in generale. Nello stesso arco di tempo, il contributo degli investimenti IT delle PMI sul Pil è quasi raddoppiato, passando dallo 0,46% allo 0,89% per un ammontare di circa 9 miliardi di euro, e il loro peso sul totale di questo mercato è passato dal 37% del ’95 al 45% del 2001.
Quanto alla diffusione del personal computer, che nel 1995 era pari al 23,7%, si scopre che nel 2001 ha raggiunto il 54,6%, con una previsione per l’anno in corso pari al 57,5%. Internet, da parte sua, è ormai uno strumento diffuso in modo capillare nelle aziende: ne è dotato il 98,5% del campione e la percentuale dei dipendenti in grado di collegarsi autonomamente alla Rete è cresciuta dal 2,1% al 38,3%.
Certo, non sono tutte rose e fiori. Dalla ricerca emerge anche, ad esempio, che c’è un certo divario tra le imprese piccole e medie e fra le diverse aree del territorio. Per non parlare del differenziale che esiste con i Paesi più sviluppati: “Il numero di addetti per PC in Italia -ha detto il vicepresidente di Microsoft Umberto Paolucci- rimane ancora tra i più alti in Europa: 3,6 contro 1,7 del Regno Unito”. Ma soprattutto si constata che per un definitivo salto di qualità è necessario che il Governo si decida ad impiegare risorse per la formazione e l’addestramento tecnologico. A questo proposito, il senatore Giampaolo Bettamio ha annunciato che entro la metà dell’anno dovrebbero partire gli stanziamenti di 5 milioni di euro per l’informatizzazione delle PMI, arrivando ad un totale di 22 milioni di euro nei prossimi tre anni, come previsto dal ddl sulle misure per favorire l’iniziativa privata e lo sviluppo della concorrenza.
