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Dalla mezzanotte di oggi la lira sarà definitivamente in pensione. A parte pochi irriducibili, gli italiani sembrano essersi abituati in fretta alleuro, tanto che le lire ancora in circolazione sono davvero poche.
Cosi, da domani mattina 1° marzo, avremo una sola moneta per dodici Paesi. In Italia come in Francia, in Germania, in Portogallo, in Spagna, in Olanda, in Belgio e in tutta Eurolandia circolerà leuro e solo leuro.
Da domani, dunque, per 300 milioni di cittadini europei la moneta nazionale sarà soltanto un ricordo, un esemplare da collezione o, più semplicemente, qualcosa da conservare per mostrare un domani a figli e nipoti. Il cambiamento è stato un passaggio storico ma anche, al tempo stesso, molto costoso: per il “changeover” banche e Banca dItalia hanno speso oltre 900 milioni di euro, circa 1.800 miliardi di lire.
A parte i dati ‘tecnici’, è importante adesso capire come i cittadini si rapportano con la nuova moneta. Secondo un sondaggio Eurobarometro, per esempio, ancora oggi solo 2 europei su 10 ragionano in euro. Per tutti gli altri, le monete nazionali, anche se sono sparite dai portafogli, ancora vivono nelle loro teste. In Italia, rivela Eurisko, litaliano delleuro fa un uso massiccio della moneta unica (97% dei casi) ma denuncia una certa difficoltà nel fare acquisti (38% dei casi) ed ha problemi con i resti (27%) anche se l86% conosce lesatto tasso di conversione: 1936,27 lire.
Nel complesso di può dire che l’euro si sia imposto senza drammi, anche se per adesso gli italiani continuano a moltiplicare per due e ad aggiungere tre zeri, quando vogliono capire bene il valore di qualcosa, così come i francesi contano 6,55 franchi per ogni euro e i tedeschi raddoppiano: un euro vale infatti circa 2 marchi (1,95583).
E l’utilizzo della moneta elettronica, tanto caldeggiato dalle istituzioni? Pare che in Italia ci sia stato un boom nelluso del Bancomat (il 50% in più dei prelievi) e delle carte di credito (più 20%).
Infine, qualche altro dato per dare una dimensione del changeover. Per esempio: in circolazione ci sono circa 51 miliardi di euro. Nelle casse delle Banca dItalia, ad oggi, sono rientrati 1,891 miliardi di banconote in lire (per un valore di 105.907 miliardi di lire su 125 mila circolanti); 364 milioni di pezzi sono già stati distrutti; 300 milioni di biglietti non rientreranno più, dispersi, distrutti o conservati.
Dunque addio alla lira senza rimpianti? Non proprio: infatti tra le iniziative legate alla cerimonia daddio una merita una menzione speciale: la fusione delle monete ex circolanti in un monumento!
