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Via libera del Consiglio generale di Confindustria alla squadra con cui il presidente designato Vincenzo Boccia affronterà i quattro anni di mandato che gli sarà conferito il prossimo 25 maggio dal voto dell’Assemblea privata. Il ‘parlamentino’ di viale dell’Astronomia, infatti, ha approvato con il 70% dei sì, 107 voti a favore, 37 contrari e una scheda nulla, la ‘panchina corta’ presentata da Boccia. Un voto che se confrontato con quello ricevuto alla designazione (100 a favore) sembra rafforzare la presidenza anche se la spaccatura interna all’associazione resta. “No comment. Il voto è segreto” risponde al termine del Consiglio, Luca Cordero di Montezemolo, grande sponsor del candidato sconfitto Alberto Vacchi, a chi gli chiede se avesse votato a favore della squadra di Boccia.
Tre le donne presenti in squadra, su 9 vicepresidenti, che si apprestano a bissare il proprio mandato: Lisa Ferrarini alle politiche Ue, Antonella Mansi all’organizzazione e Licia Mattioli all’internazionalizzazione. Per tutte, infatti, è lo stesso incarico e la medesima delega già ricevuta nel corso della presidenza Squinzi. Accanto ai membri di diritto, Marco Gay dei Giovani, Alberto Baban della Piccola industria e Stefan Pan per il Consiglio delle Rappresentanze regionali, siederanno inoltre, anche Giovanni Brugnoli con delega al capitale umano; Giulio Pedrollo alle politiche industriali e Maurizio Stirpe con delega al lavoro e relazioni industriali. Sarà proprio Stirpe, dunque, a dover affrontare la partita più impegnativa per Confindustria: il rinnovo del modello contrattuale con Cgil Cisl e Uil.
Boccia ha invece avocato a sé alcuni grandi capitoli strategici: il credito e la finanza per la crescita, l’energia e le reti d’impresa ed il Centro Studi che rappresenta, ha spiegato una nota di Confindustria, “uno snodo funzionale all’attività di coordinamento per la politica economica, intesa come politica fiscale e finanziaria, da un lato, e politica delle riforme e della semplificazione, dall’altro”.
Ma con Boccia debutta ufficialmente anche l’Advisory Board, un nuovo organo consultivo, 16 componenti, istituito con la riforma Pesenti; e luogo di elaborazione strategica dell’associazione. Ne faranno parte: Francesco Caio, Francesco Gaetano Caltagirone, Gianfranco Carbonato, Elio Catania, Claudio De Albertis, Carlo De Benedetti, Claudio Descalzi, Vittorio Di Paola, Luca Garavoglia, Edoardo Garrone, Claudio Gemme, Mauro Moretti, Mario Moretti Polegato, Giuseppe Recchi, Roberto Snaidero e Francesco Starace.
