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L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, a gennaio, una diminuzione dell’1,6% su base annua ed un calo dello 0,3% mensile evidenziando con chiarezza tutte le difficoltà dell’economia italiana, dopo due anni di recessione, ad avviarsi su un sentiero di sviluppo che coinvolga in misura di un certo rilievo la domanda delle famiglie.
Il ridimensionamento registrato a gennaio, dopo un trimestre di stabilizzazione dei consumi, si aggiunge, infatti, ad altri indicatori dell’economia reale che sottolineano la complessità del quadro congiunturale della nostra economia che, dopo un quarto trimestre in cui si erano registrati timidi segnali di miglioramento, sembra essersi instradata più in una fase di stagnazione che di ripresa.
A febbraio il clima di fiducia delle famiglie ha mostrato un lieve regresso, in linea con le difficoltà di recupero rilevate dell’occupazione e del reddito. Nello stesso mese è proseguito il lento miglioramento della fiducia delle imprese, nonostante le indicazioni provenienti dall’economia reale non evidenzino un’accelerazione dell’attività produttiva. Stando alle stime di Confindustria, a febbraio, dopo il modesto aumento di gennaio, la produzione ha segnalato un contenuto arretramento. Anche i dati sugli ordini nei primi due mesi del 2014 non sembrano indicare a breve un recupero significativo della produzione.
I timidi tentativi messi in atto dalle famiglie per tentare di recuperare i livelli di consumo sono vanificati dalle dinamiche del reddito disponibile che, in assenza di miglioramenti dell’occupazione e di politiche fiscali meno restrittive ha trovato nei mesi più recenti come unico sostegno la bassa dinamica inflazionistica. Elemento che è riuscito solo a frenare la caduta della domanda, come segnala la stabilità dell’indicatore nei mesi più recenti.
