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L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), registra a maggio 2013 una diminuzione del 3,2% su base annua e una riduzione dello 0,2% rispetto ad aprile. La flessione registrata dall’Indicatore nei primi cinque mesi dell’anno in corso (-4,2%) rispetto al -3% dello stesso periodo dello scorso anno, conferma come la prima parte del 2013 sia stata, per i consumi, più negativa rispetto alla già critica situazione del 2012.
In termini di media mobile a tre mesi l’indicatore, corretto dai fattori stagionali, segnala un contenuto arretramento. In questo contesto cominciano ad emergere alcuni sporadici segnali che portano a ritenere possibile, nei prossimi mesi, l’avvio di una fase di stabilizzazione ciclica. Allo stato attuale non è certo che questi sintomi si traducano in una ripresa, che non potrà comunque osservarsi prima dell’inizio del 2014. È possibile, infatti che essi si traducano solo in una stagnazione con effetti sostanzialmente nulli su redditi ed occupazione.
Stando all’indagine rapida di Confindustria, a giugno la produzione industriale ha registrato, in termini congiunturali, un modesto aumento (+0,1%). I dati degli ultimi mesi lasciano presupporre un’attenuazione nella caduta della produzione, dovuta essenzialmente alla domanda estera, anche se le indicazioni provenienti dagli ordini (in calo dello 0,1% a giugno), non lasciano spazi per ipotizzare, a breve, un significativo miglioramento dell’attività produttiva. A giugno il sentimento delle famiglie e delle imprese ha segnalato andamenti non univoci. A fronte di un deciso miglioramento del clima di fiducia delle famiglie, dato su cui hanno certamente pesato i mutamenti intervenuti nella rilevazione, il sentiment delle imprese, nel suo complesso, ha mostrato un peggioramento, sintesi di un miglioramento per il manifatturiero e di un calo per le aziende del terziario e delle costruzioni.
A maggio 2013 il mercato del lavoro ha registrato, sia in termini congiunturali che tendenziali, un nuovo peggioramento. Rispetto ad aprile 2013 gli occupati sono diminuiti di 27mila unità ed i disoccupati sono aumentati di 56mila unità. Su base annua gli andamenti dei due aggregati segnalano una riduzione di 387mila unità tra gli occupati ed un aumento di 480mila persone tra coloro che sono in cerca di occupazione. Il tasso di disoccupazione, destagionalizzato, è salito al 12,2%, il dato più alto dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004).
