Cerca un articolo nell'archivio >
Alla proposta di contratti più flessibili per tutti fino al 2016 avanzata dal mondo delle imprese, Camusso replica giudicandola “indecente”, mentre per Bonanni “occorre evitare il riproporsi di polveroni mediatici e di discussioni ideologiche”.
La proposta di contratti più flessibili per tutti fino al 2016 avanzata dal mondo delle imprese è stata accolta in modo differente da Cgil e Cisl. Susanna Camusso, infatti, giudica la proposta addirittura “indecente”. “Dopo cinque anni di una crisi drammatica in cui non si trovano risposte al tema del lavoro –per il segretario generale della Cgil- si ripropone la ricetta della precarietà come se non ne avessimo già misurato tutte le conseguenze”. “Sbaglia il sistema delle imprese che di nuovo insegue una strada che hanno avuto a disposizione e che -ha continuato Camusso- non ha determinato investimenti e neanche un po’ di lavoro in più”.
Di tono diverso la reazione di Raffaele Bonanni, per il quale “occorre evitare il riproporsi di polveroni mediatici e di discussioni ideologiche sui temi del lavoro”. La Cisl chiede al presidente del Consiglio, Enrico Letta, di convocare subito le parti sociali per fare chiarezza sulla questione e sottolinea che “se in questi anni ci sono stati cambiamenti positivi sulle materie del lavoro, lo si deve agli accordi tra le parti sociali e non certamente alle norme di legge spesso farraginose, confuse e fonte di divisioni. Non si capisce perché la politica vuole sempre sostituirsi a imprese e sindacati. Dobbiamo evitare la crescita del lavoro irregolare o forme di concorrenza sleale, che emergono proprio quando manca una regolazione positiva delle flessibilità”.
