Credito PMI: interessi fino al 20%

Nonostante gli sforzi e gli incentivi per migliorare l’accesso al credito delle PMI, per queste la situazione resta critica a causa delle spese eccessive per i finanziamenti.

Anche con le garanzie statali il credito bancario risulta troppo caro per le piccole e medie imprese, a rivelarlo è un’analisi del Centro studi di Unimpresa basata su segnalazioni raccolte fra le 122.000 aziende associate sparse su tutto il territorio nazionale.

Per le PMI che provano ad accedere al credito bancario sfruttando il Fondo centrale di garanzia e i Confidi si può arrivare fino al 19,58% di interessi e costi complessivi, che includono le spese di gestione della pratica in banca, la quota associativa da pagare alle associazioni collegate ai Confidi, le garanzie sulla copertura assicurata dagli stessi Confidi, il fondo cauzione una tantum e quello annuale.

Commentando i risultati dell’analisi, il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi ha dichiarato: “Abbiamo analizzato migliaia di casi e vogliamo portare all’attenzione del Governo di Matteo Renzi una situazione ormai non più sopportabile: per rimettere in moto il motore del credito serve un intervento drastico. Le garanzie pubbliche sono importanti e vanno rese più accessibili, altrimenti la liquidità extralarge immessa nel mercato dalla Banca centrale europea non potrà essere sfruttata dalle piccole e medie imprese. Il nodo principale da risolvere è proprio quello delle garanzie: ne vengono chieste troppe agli imprenditori e se si cerca di utilizzare strumenti statali o di categoria si scopre che i costi sono elevati, al punto da rendere non conveniente chiedere un finanziamento”.