Crisi, Ue: “Rischi di contagio dall’Italia”

Il rischio contagio dall’Italia resta. L’avvertimento arriva dal rapporto sugli squilibri macroeconomici della Commissione europea pubblicato oggi e che riguarda 13 Paesi. “Il potenziale contagio economico e finanziario al resto dell’area euro resta considerevole -sostiene l’esecutivo Ue- se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano italiano si intensificheranno di nuovo”.

Riconosciuto che “il considerevole sforzo di consolidamento” avviato dal governo “ha contribuito a ridurre in modo decisivo, dalla seconda metà del 2012”, i costi del debito italiano, l’esecutivo di Bruxelles tuttavia ricorda: “L’Italia resta vulnerabile a improvvisi cambiamenti del sentimento dei mercati, sottolineando la necessità di mantenere il miglioramento del bilancio in termini strutturali, in modo da mettere il rapporto debito/pil su un percorso costante di riduzione”.

“La resistenza del settore bancario italiano si è seriamente indebolita dalla metà del 2011 -sostiene l’esecutivo Ue- minando la capacità delle banche di sostenere l’attività economica e gli aggiustamenti”. Secondo quanto si legge nel rapporto, “la perdita di accesso delle banche italiane al mercato interbancario mondiale a seguito dell’espandersi all’Italia della crisi del debito sovrano dell’eurozona ha accresciuto in modo significativo la dipendenza dal rifinanziamento dell’eurosistema”. Non solo: secondo la Commissione, la doppia recessione in Italia “ha aumentato il rischio del credito al settore privato, appesantendo le banche con una larga quantità di crediti in sofferenza”.

La Commissione europea dà atto all’Italia di aver avviato “una strategia di vasto respiro per ripristinare la sostenibilità di bilancio e migliorare la crescita di lungo periodo”, ma la esorta a “mantenere lo slancio delle riforme e ad attuarle pienamente”. Mentre, si legge nel rapporto, per rafforzare “la resistenza a possibili nuove tensioni sui mercati”, deve impegnarsi per porre il debito su “un percorso costantemente in discesa”.

Per correggere gli squilibri macroeconomici emersi negli ultimi anni in alcuni Paesi europei occorre ancora tempo, ammette il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn. “Grazie alla trasformazione della nostra governance economica possiamo affrontare gli squilibri macroeconomici in via preventiva e creare le basi per una crescita sostenibile -ha dichiarato Rehn-. La decisa azione intrapresa a livello di politiche sia da parte degli Stati membri che dell’Ue sta favorendo un riequilibro dell’economia europea. Restano tuttavia importanti sfide da affrontare: occorrerà ancora tempo per completare la correzione degli squilibri che hanno potuto crescere senza controllo nel decennio precedente alla crisi e che continuano a pesare sulle nostre economie”.