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Il governatore Mario Draghi, al termine del consiglio direttivo della Bce che ha deciso il taglio dei tassi d’interesse, ha spiegato che la Banca Centrale Europea ha adottato “diverse misure per fornire liquidità e rilanciare il credito al settore privato” e che è “pronta ad agire” nuovamente se le condizioni economiche dovessero suggerirlo.
La decisione, ha precisato, è stata presa “a maggioranza”, ma non all’unanimità. Il taglio dei tassi “dovrebbe sostenere la ripresa più in là” nel corso dell’anno. La previsione resta quella indicata già da tempo, cioè di una “graduale ripresa” solo nella seconda parte del 2013, anche se “sono ancora prevalenti i rischi di un peggioramento”.
Tra i tasti dolenti per l’Eurozona resta il problema dell’occupazione: lo stesso Draghi ha riconosciuto che le condizioni del mercato del lavoro “restano deboli”. In tema di credito, è stata poi avviata una fase di consultazioni con altre istituzioni per sostenere il mercato dei titoli garantiti da prestiti emessi dalle banche, in “un’operazione tesa a facilitare i prestiti a famiglie e imprese”, ha spiegato Draghi.
L’Eurotower, ha aggiunto, ha inoltre deciso di prolungare fino all’8 luglio del 2014 le aste con cui fornisce liquidità illimitata a scadenza trimestrale. In particolare sono state annunciate tre aste straordinarie di rifinanziamenti ultra agevolati di prestiti a tre mesi a favore delle banche commerciali. Da Bratislava è arrivata la conferma che la politica monetaria della Banca Centrale Europea “resterà accomodante per tutto il tempo che sarà necessario” e che l’Eurotower “monitorerà molto da vicino” le informazioni economiche e monetarie.
Quanto all’inflazione, le aspettative sono per un tasso di crescita dei prezzi “sotto ma vicino al 2% nel medio termine”. Ai governanti europei è andato l’invito a “non allentare gli sforzi per ridurre i deficit”, e “non smontare” quanto di buono fatto finora, mentre devono “continuare a promuovere riforme strutturali” per il rilancio economico.
