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“Nell’area euro l’attuale moderata ripresa è destinata a continuare”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso di un’audizione al Parlamento europeo a Strasburgo.
“Nel primo trimestre del 2014 il Pil dell’area euro è aumentato dello 0,2%. La crescita è stata positiva per il quarto trimestre consecutivo. Il tasso annuo di inflazione è atteso a livelli bassi nei prossimi mesi, prima di aumentare gradualmente nel 2015 e nel 2016. Al tempo stesso -ha aggiunto Draghi- le attese sull’inflazione di medio e lungo termine rimangono saldamente ancorate alla stabilità dei prezzi. Ci aspettiamo che la domanda interna continui a sostenere la crescita, insieme alla politica monetaria accomodante che è stata avviata a giugno e al miglioramento in corso delle condizioni di finanziamento”.
Possibile ostacolo alla ripresa, indicato da Draghi potrebbe però essere una inadeguata attuazione delle riforme strutturali negli Stati membri e una domanda interna più debole di quanto previsto. Draghi ha sottolineato che i rischi per le prospettive economiche restano al ribasso. In particolare, i rischi geopolitici, così come gli sviluppi nelle economie dei mercati emergenti e nei mercati finanziari globali, possono avere un effetto negativo sulle condizioni economiche nell’area dell’euro, attraverso un loro impatto sui prezzi dell’energia e sulla domanda mondiale di prodotti dell’area dell’euro.
“La Banca centrale -ha quindi annunciato- è pronta a intervenire, se necessario, per affrontare i rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione. Questo potrebbe anche includere l’uso di strumenti non convenzionali in linea con il nostro mandato di mantenere la stabilità dei prezzi”.
