Edilizia: le agevolazioni fiscali dovrebbero divenire strutturali

E’ stato elaborato dall’Area Economia delle Costruzioni un report sui dati dell’Agenzia delle Entrate relativi le comunicazioni inviate dai contribuenti per usufruire delle agevolazione fiscali per interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizie (36%).

Dopo il positivo risultato registrato nel 2002, a gennaio 2003, il numero di richieste di agevolazione per interventi di recupero del patrimonio abitativo sono state 16.089, numero che segna una flessione del 45,6% rispetto allo stesso mese del 2002. L’interesse alle ristrutturazioni ha subito un fisiologico, prevedibile rallentamento. L’incertezza della proroga ed il ritardo di approvazione delle agevolazioni disposto solo a dicembre 2002, hanno spinto molte famiglie ad anticipare l’avvio dei lavori. A ciò deve aggiungersi le modifiche introdotte dalla Finanziaria 2003 alla disciplina del 36%: riduzione del tetto di spesa detraibile (dai 77.468,53 euro, a partire del 1° gennaio 2003 è stato fissato a 48.000 euro) e allungamento del periodo entro cui portare in detrazione le spese (il rimborso avviene attraverso 10 rate annuali e non più cinque come in passato). Il rallentamento di gennaio non deve, comunque, far dimenticare i risultati raggiunti negli anni precedenti che hanno contribuito a sostenere lo sviluppo dei livelli di attività e soprattutto a far emergere, anche nelle realtà caratterizzate da un più elevato e diffuso radicamento del lavoro irregolare, un’importante quota del sommerso. L’evidente successo dello strumento agevolato spinge l’Ance a ritenere necessario che tale agevolazione diventi strutturale.