Federdistribuzione: più liberalizzazioni

I dati provvisori sull’inflazione per il mese di febbraio diffusi da Istat registrano un ulteriore rallentamento. Il tasso si ferma al 1,9% nel confronto con febbraio 2012 rispetto al 2,2% di gennaio. L’ulteriore calo di febbraio è imputabile alla minor crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati (+3,0% rispetto al +4,8% di gennaio) e al calo dei servizi relativi alle comunicazioni, che segnano un -4,2% rispetto a febbraio 2012.

“La frenata dell’inflazione è un dato positivo, che contribuisce a tutelare il potere d’acquisto dei consumatori e a ridare fiducia alle famiglie -commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione–. Tuttavia il quadro economico complessivo che ci propone l’Istat è impietoso: disoccupazione record (a gennaio segna l’11,7%, con una punta del 38,7% per i giovani), pressione fiscale in crescita al 44%, PIL e consumi in regressione (rispettivamente del -2,4% e del -4,3% in volume nel 2012) e produzione industriale in diminuzione. A questo va aggiunta l’incertezza politica determinata dall’esito delle elezioni”.

“Il nuovo governo dovrà far fronte a questa situazione affrontando con priorità il tema della crescita –continua Cobolli Gigli- che deve essere trainata da una dinamica positiva della domanda interna: occorre ridare potere d’acquisto alle famiglie e produttività e competitività alle imprese, scongiurando l’aumento dell’Iva previsto per luglio e proseguendo con i processi di liberalizzazioni, completando quelli già avviati (carburanti, farmaci) e coinvolgendo mercati ancora troppo protetti e fonti di costi impropri per imprese e consumatori (energia, banche, assicurazioni, servizi professionali)”.