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Il Fondo Monetario Internazionale nel suo “World Economic Outlook” ha annunciato che la ripresa economica continuerà, “ma la crescita dell’economia mondiale nella seconda parte del 2002 e nel 2003, sarà più debole di quanto ci si aspettasse e i rischi in vista sono principalmente al ribasso”.
Il Fondo ha mantenuto le proprie stime di crescita mondiale ferme al 2,8% per quest’anno, mentre ha rivisto quelle per il 2003 al 3,7%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto alle sue ultime previsioni di aprile. Anche la ripresa dell’area Euro risulta più modesta rispetto alle precedenti attese: il Pil 2002 si attesterà al + 0,9% (-0,5 punti percentuali) e al +2,3% nel 2003 (-0,6). Per ciò che riguarda la crescita italiana, il Pil aumenterà quest’anno dello 0,7%, ovvero 0,7 punti in meno rispetto alle stime di aprile scorso, e del 2,3% nel 2003 (-0,6%). Il rapporto tra deficit e Pil si attesterà quest’anno al 2%, all’1,5% il prossimo e allo 0,8% nel 2007, mentre il debito passerà dal 109,8% del 2002 al 106,6% nel 2003 e al 94,8% nel 2007. Quanto all’inflazione, si attesterà al 2,4% nel 2002 e all’1,8% nel 2003. La domanda interna in Italia, così come in Germania, “è stata particolarmente debole” e l’Italia in particolare, sostiene il rapporto del Fondo Monetario, “dovrà compiere sforzi sostanzialmente più consistenti per centrare i propri impegni di pareggio di bilancio, da raggiungere nel 2005 (piuttosto che nel 2003 come previsto in precedenza)”. Per far fronte a problemi come quello dell’invecchiamento della popolazione in Eurolandia, “è ora urgente l’accelerazione delle riforme delle pensioni e del sistema sanitario, supportate dal consolidamento dei bilanci nel medio periodo”.
