Cerca un articolo nell'archivio >
E proseguito anche nel 2003 laumento dei canoni di locazione. Gli affitti sono cresciuti in media del 17% rispetto al 2002, nettamente al di sopra del tasso di inflazione, con un canone medio che è risultato superiore ai mille euro, per lesattezza 1025,76 euro.
I dati emergono dalla seconda indagine annuale sulle offerte locative nelle aree metropolitane, realizzata dal Sunia su 11 città italiane e su un campione di 11.000 offerte. Trattandosi di dati medi, il panorama del caro-affitto si presenta ovviamente variegato a seconda dellarea considerata. Venezia è la città più cara, con una pigione media di 1.503 euro, a seguire Milano e Roma con 1.279 e 1.257 euro. La città con gli affitti più economici è Bari con una media di 611,60 euro.
A fronte di un centro-nord dove i prezzi volano alle stelle, il sud sembra essere più accessibile: il canone medio è infatti a Bari di soli 611,6 euro al mese, mentre a Palermo è di poco superiore ai 700 euro. Sotto i mille euro anche la media di Napoli e Catania (rispettivamente 941,8 e 846,9 euro), mentre Firenze e Bologna viaggiano sui 1.199 e 1.168 euro. Torino e Genova sono le unica città del nord con affitti bassi. Ma anche allinterno delle città i canoni variano ampiamente a seconda della zona prescelta e del taglio dellalloggio. A Milano va il primato per il caro-affitto nelle zone semicentrali e in periferia, mentre a Roma quello per le abitazioni piccole e medie. Il centro storico come è ovvio è ovunque il più caro: in media per affittare un appartamento in una zona centrale sono richiesti 1.342,14 euro, a fronte dei 936,82 per unarea intermedia e dei 798,10 della periferia. Ma il gap è a volte assai più ampio. A Roma, ad esempio, laffitto di una casa in centro costa circa 2.100 euro al mese a fronte degli 868,54 richiesti in periferia. Analogo il discorso a Venezia (2.311,28 per il centro e 892,39 per la periferia), mentre a Milano questo divario è un po meno accentuato, visto che anche per un casa in periferia sono necessari più di 1.000 euro al mese. Tutto poi dipende dal tipo di abitazione necessaria. Per un bilocale mediamente occorre spendere 936 euro, per un monolocale solo 683 euro contro i circa 580 del 2002. Sopra i mille euro le abitazioni più grandi: dai 1.072 euro per tre stanze fino ad arrivare a 1.574 euro per cinque stanze, passando per i 1.328 di un quadrilocale. Ovviamente, anche in questo caso, molto dipende dalla città in cui si abita: a Roma i monolocali costano quasi di più dei tagli grandi, mentre a Milano si verifica una situazione opposta. “Possono accedere al mercato solo le famiglie con redditi medio-alti ed alti, cioè da almeno 30.000 euro lanno” ha sottolineato il segretario confederale della Cgil, Paola Modica. “I pensionati sono esclusi dal mercato degli affitti”, ha aggiunto il segretario del Sunia, Luigi Pallotta. “Basti pensare che laffitto medio di 1.025 euro al mese incide per il 60% sul reddito di una famiglia di operai”. Allaffitto, sottolinea, vanno poi aggiunte le utenze, quali luce, gas, acqua: si arriva così a unincidenza sul reddito superiore nella maggior parte dei casi al 60% con punte del 100% per chi ha un reddito annuo da lavoro dipendente. Al caro-affitti va poi sommato il dilagante fenomeno dei canoni in nero, che rappresentano il 50%. “Questo è lunico dato che si è mantenuto costante nel tempo: era il 50% prima della liberalizzazione ed è il 50% ora” afferma Pallotta.
