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La ‘manovra’, non quella di correzione dei conti che allo stato sembra non servire, ma quella per il rilancio dell’economia si compone pezzo pezzo. Mentre il Governo tenta di affrontare le prime emergenze (un lungo elenco: Imu, Tares, Iva, Cig, precari P.A., esodati) attende il verdetto dell’Ue sul deficit e guarda anche alle prossime iniziative per rilanciare l’economia.
I dati non sono ancora buoni con il fatturato dell’industria che arranca e timidi segnali di ripresa degli ordini. Ma soprattutto, dopo che il decreto Imu è stato pubblicato in Gazzetta evitando l’esborso di giugno, con la spada di Damocle appesa sulla testa del prossimo aumento dell’Iva che scatterà a luglio e potrebbe, se possibile, deprimere ancora di più i consumi. Ma il vice ministro all’Economia Luigi Casero sottolinea: sui fondi per evitare l’aumento dell’Iva ”sono ottimista”. Il tutto con un effetto ”ambiguo”: ”se la contrazione dei consumi è particolarmente elevata essa più che compensa l’aumento dell’aliquota e quindi il gettito complessivo diminuisce”.Cioè alla fine ci sarebbe addirittura l’effetto perverso di un calo di gettito. Meno soldi nelle casse dello Stato. Per questo il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, chiede la cancellazione dell’aumento subito via decreto.
Tra le ‘ricette’ per il rilancio c’è quella dell’introduzione di bonus. Si detassa un acquisto per aumentare i consumi di un bene e dare fiato ad un intero settore. E in Italia, dove nonostante le tasse, avere una casa è un must bisogna pensare anche all’arredamento. Così il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sottolineando anche l’impegno perchè si arrivi ad una proroga dei bonus energia e ristrutturazioni che scadono il 30 giugno annuncia: ”c’è una discussione in corso per vedere come agevolare le famiglie, le giovani coppie” attraverso agevolazioni fiscali per l’acquisto di mobili ”indispensabili per la vita delle giovani coppie”. Una strada già tentata, ad esempio, per le auto. Ma che ha un’incognita: il bonus può infatti andare a finire anche a favore di produttori stranieri vanificando lo sforzo. Ma il problema è sempre lo stesso, come da anni ormai: trovare le risorse.
E certo scongiurare l’aumento dell’Iva non aiuterà. Se l’aumento si trasferirà sui prezzi, i consumatori ridurranno gli acquisti, poichè i loro redditi non aumentano e il loro modesto risparmio non può più essere ridotto. Se l’aumento invece ricadrà sulle imprese, come stimano molti una parte di esse sarà costretta a chiudere, perchè i margini di guadagno sono oramai all’osso, mentre l’altra aumenterà le vendite in nero”.
