Governo: da Imu a legge di Stabilità

Riduzione delle tasse su imprese e lavoratori attraverso la legge di Stabilità, che conterrà anche la ristrutturazione dell’Iva, tagli alla spesa pubblica e la service tax. Ma prima di introdurre la nuova tassa bisogna approvare il decreto legge Imu che cancella la prima rata sulle abitazioni principali e varare un secondo provvedimento che si occupi del versamento di dicembre. In tandem con l’ex finanziaria dovrà arrivare anche la manovra correttiva per riportare il deficit al 3%, che dovrà contenere anche il finanziamento delle spese inderogabili.

Il Governo, superato il test della fiducia in Parlamento, riprende a pieno ritmo l’attività, partendo proprio da dove si era fermato. In meno di 10 giorni dovrà presentare la legge di Stabilità che, sottolinea il presidente del Consiglio, Enrico Letta, avrà come “cuore” il taglio del cuneo fiscale. Allo studio del Mef ci sono varie ipotesi per ridurre il peso delle tasse su imprese e lavoratori, con effetti visibili già sulle buste paga del prossimo anno. “I lavoratori avranno un beneficio in busta paga”, assicura il premier, che per dare più risalto all’intervento potrebbe decidere di non spalmare gli effetti dei tagli fiscali su tutte le mensilità ma concentrarli in un paio di buste paga. Il costo dell’operazione, tra imprese e lavoratori, dovrebbe costare al massimo 5 miliardi, che saranno distribuiti su pochi interventi per ottenere dei risultati ben visibili. Il precedente tentativo, fatto dal Governo Prodi, ha prodotto effetti che non sono stati percepiti dai beneficiari, a causa proprio della ‘distribuzione a pioggia’. Questa volta, quindi, il presidente del Consiglio si consulterà con i rappresentati dei lavoratori e delle imprese, per trovare una soluzione più mirata.

Le risorse per ridurre le tasse arriveranno dalla spending review, che è stata affidata al commissario Carlo Cottarelli; a lui il compito di sostituire i tagli lineari con interventi mirati e selettivi. Altre risorse saranno trovate attraverso la dismissione degli immobili e facendo pagare le tasse a chi non le ha pagate, attraverso la lotta all’evasione fiscale e recuperando i soldi nascosti in Svizzera, spiega il presidente del Consiglio. Nella legge di stabilità, che dovrà essere pronta entro il 15 ottobre, si parlerà anche di Iva perché, se da una parte la possibilità di bloccare l’Imposta al 21% è definitivamente sfumata, Letta assicura che ci sarà una riforma complessiva dell’imposta indiretta.

Bisognerà aspettare, invece, il prossimo mese per conoscere le decisioni del Governo sulla seconda rata dell’Imu, che scade a metà dicembre. Per abolire il tributo su tutte le prime case servirebbero 2,4 miliardi; forse troppi per il Mef, che potrebbe decidere di ridurre sia la platea dei beneficiari (che costano oltre 2 miliardi) sia l’esenzione sui terreni agricoli (che costa altri 315 milioni).

Mentre Governo e Parlamento decideranno come archiviare l’Imu, dovranno anche lavorare al tributo che sostituirà l’imposta dal prossimo anno, attraverso la legge di stabilità. Per il momento la service tax viene disegnata come una tassa che comprenderà servizi indivisibili e rifiuti, sostituendo l’imposta sugli immobili e la Tares. I comuni dovrebbero beneficiare anche di un ‘aiuto’ da parte dello Stato, per applicare eventuali agevolazioni sulle prime case. Mentre un ulteriore contributo potrebbe arrivare attraverso l’allentamento del patto di stabilità interno, per liberare risorse necessarie a investimenti.