Governo: riforme su Imu e cig in deroga

Sarà un provvedimento snello quello che approderà oggi in Consiglio dei Ministri con le misure su Imu e Cig. Ma a poche ore dalla riunione si cerca ancora di far quadrare i conti.

Non sarà un decreto dei miracoli, ha avvertito il premier Enrico Letta. Quello che è certo è che la sospensione dell’acconto di giugno dell’Imu fino a settembre-ottobre riguarderà solo la prima casa e non le imprese per le quali bisognerà attendere la riforma complessiva in autunno, con Tares e catasto. E che le risorse per rifinanziare la cig in deroga saranno limitate: 700-800 milioni. La conferma che i fondi a disposizione copriranno solo una tranche del fabbisogno è arrivata in serata direttamente dal ministro per gli Affari regionali, Graziano Del Rio.

Per la Cig dunque, si attingerà ai fondi europei, al contributo dello 0,30% dei fondi interprofessionali per la formazione continua e al fondo per la detassazione dei salari di produttività. Un plafond ben lontano dagli 1,2-1,5 miliardi chiesti dai sindacati e dal Pd. Si tratta infatti di un primo step in vista di una revisione complessiva degli ammortizzatori sociali da completare entro l’anno.

“Saranno risorse sufficienti per fare un pezzo di strada, poi si tratterà di verificare quel che serve per arrivare fino alla fine dell’anno”, ha spiegato il vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina. Scartata l’ipotesi di un congelamento dell’Imu per i capannoni industriali sembra perdere quota anche la possibilità di allargare il perimetro alle case rurali. Lo stesso Del Rio ha spiegato che il decreto riguarderà solo la prima casa e che la rata di giugno sarà rinviata a settembre-ottobre. Restano le perplessità dei Comuni, che denunciano l’impossibilità di fare i bilanci di previsione: “Tanti sindaci oggi hanno delle ‘non risposte’ dal Governo, che fanno sì che non si riescono a fare i bilanci di previsione”, ha sottolineato il presidente facente funzione dell’Anci Alessandro Cattaneo dopo l’incontro con il governo.

Nel decreto dovrebbe trovare quindi spazio solo il mini rinvio dell’imposta sulla prima casa ma non è ancora escluso il congelamento per le cooperative edilizie. I circa 2 miliardi di mancato incasso per i Comuni saranno compensati da anticipazioni della Tesoreria di Stato.

Le coperture restano poi il vero nodo per la cig. Il Governo dovrebbe mettere in campo non più di 700-800 milioni, oltre ai fondi residui stanziati nella legge di stabilità. La cifra sarebbe quindi molto inferiore rispetto agli 1,2-1,5 miliardi necessari secondo i sindacati per rifinanziare le esigenze fine a fine anno.