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Il governo prepara il decreto delegato sul riordino dei contratti, l’obiettivo è eliminare la zona grigia del lavoro parasubordinato. Confcommercio chiede il mantenimento di tutte le forme contrattuali previste dalla “legge Biagi”.
Un pacchetto di tutele, dalla maternità alla garanzia dei pagamenti, disegnato appositamente per i lavoratori autonomi economicamente dipendenti, ossia le partite Iva dei giovani cosiddetti lavoratori della conoscenza, dai consulenti ai programmatori, ai designer. Potrebbe essere questa la vera novità del decreto delegato sul riordino dei contratti sul quale stanno lavorando i tecnici del governo in vista dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri il 20 febbraio.
L’obiettivo è provare a separare nettamente tra lavoro autonomo e lavoro subordinato, eliminare la zona grigia del lavoro parasubordinato che facilmente scivola nell’abuso. Fine dei finti co.co.pro e delle false partite Iva. Questo è il “disboscamento” di cui ha parlato anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
Il perno del lavoro subordinato sarà costituito dal contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, fortemente incentivato sul piano fiscale e contributivo e senza più il vincolo dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti. Rimarrà il contratto a tempo determinato ma si sta discutendo, dopo la liberalizzazione avviata con il “decreto Poletti”, di ridurne la durata da 36 a 24 mesi per evitare il rischio che si trasformi in un lungo periodo di prova.
Tratto da Repubblica del 5 febbraio 2015
